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Covid, test fai da te: “Non attendibili, sbagliati due risultati su tre”

Il test rapido fai-da-te a cui milioni di italiani si sono sottoposti per scoprire la loro positività o meno al Covid non è per niente affidabile.

tampone fai da te

Il test rapido fai-da-te a cui milioni di italiani si sono sottoposti per scoprire la loro positività o meno al Covid non è per niente affidabile.

Milioni di test Covid fai-da-te

Con l’attuale situazione contagi, ogni giorno milioni di italiani si sottopongono a tamponi rapidi fai-da-te: tutto bene se ci si ricorda che questo test ha semplice validità diagnostica, e non può sostituire quello fatto in farmacia o un molecolare negli appositi hub.

Come spiegato dal dottor Alberto Chiriatti, vice segretario regionale della Fimmg Lazio, il tasso di errore ammonta al 66%:

«Ci sono stati mutuati che a fronte di una sintomatologia riconducibile al Covid, febbre o raffreddore, o anche senza soffrire di nulla e dunque a mero scopo di controllo, hanno svolto il tampone a casa da soli risultando negativi quando invece erano positivi».

Test Covid fai-da-te: falsi negativi

In questo periodo di caos anche per le Asl, spesso risultava davvero difficile prenotare un molecolare o anche solo un test antigienico in farmacia.

Di conseguenza, il test fatto in casa risultava la soluzione più ovvia. Ma un falso negativo in questo modo non sarà costretto ad isolarsi, come sottolineato dal dottor Chiriatti:

«L’altro problema riguarda la procedura che segue: se un cittadino che si fa da solo il test a casa risulta positivo, deve comunque eseguire un nuovo tampone o dal medico o in farmacia o nei laboratori di analisi o ancora nei drive-in perché deve essere inserito nel sistema del conteggio e del tracciamento dal momento che il tampone “fai-da-te” ha semplicemente una validità diagnostica».

Test Covid fai-da-te: da sempre sconsigliato

Insomma, si tratta di una procedura comoda ma altamente disfunzionale. Innanzitutto quando un individuo si sottopone autonomamente uno di questi tamponi, c’è sempre il rischio che non lo faccia correttamente: per quanto semplice, può essere che il test risulti “falsato” perché mal eseguito. Per questo, Alfredo Procaccini, vicepresidente dell’associazione dei farmacisti, li ha da sempre sconsigliati:

«Il tampone “fai-da-te” lo abbiamo sempre sconsigliato fin dall’inizio perché pur essendo valido come strumento, l’operatore ovvero il cittadino, non riesce ad eseguirlo nel 90% dei casi come invece fa un infermiere, un sanitario, un medico, un farmacista e poi per quanto sia bravo ad eseguire il test, salta il tracciamento».

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