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Covid, vaccini in scadenza in diverse regioni italiane

Come mai i vaccini contro il Covid sono quasi arrivati alla data di scadenza? Dalla percezione della fine della pandemia al flop della quarta dose.

Vaccino Covid

In Italia abbiamo un problema: i vaccini contro il Covid stanno per raggiungere la data di scadenza. A lanciare l’allarme è stata la Regione Emilia Romagna attraverso il suo assessore alla Sanità.

Covid, vaccini in scadenza: l’allarme dell’Emilia Romagna

L’assessore Raffaele Donnini, come si apprende da il Post, ha dichiarato che almeno 133mila dosi di vaccino stanno per scadere. Al momento la data di scadenza più lontana è quella di agosto 2022, la più vicina è tra qualche settimana. Purtroppo, in questo caso, non è stata data alcune indicazione specifica. Per l’assessore Donnini queste dosi dovrebbero essere “impegnate nelle Regioni che hanno numeri inferiori o in paesi in cui la vaccinazione non è al livello dell’Italia”.

Come mai le persone non si vaccinano più?

Viene da chiedersi come mai si stia verificando proprio ora questo evento che potrebbe essere abbastanza allarmante, soprattutto per le persone fragili e per gli anziani. Sicuramente l’allentamento delle restrizioni e il provvisorio accantonamento del Green pass hanno influenzato negativamente sulla percentuale delle vaccinazioni. Buona parte della popolazione italiana è vaccinata con almeno due dosi. La terza dose, però, non è decollata come le prime due in quanto molte persone hanno contratto il Covid-19 e quindi hanno dovuto aspettare per potersi far inoculare la dose “Booster”.

Il vero flop, però, è stata la quarta dose.

Localtelli: “Quarta dose fondamentale per anziani e persone con patologie”

La comunicazione, insieme alle restrizioni, sono state molto efficaci ed hanno incentivato la campagna vaccinale. Con la fine dello stato d’emergenza la gente ha iniziato a rilassarsi convinta che la pandemia sia finita o che non sia più terrificante come nel 2020 o nel 2021. Purtroppo però il virus circola ancora e, come ha affermato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, è importante che “ci sia larga adesione alla somministrazione della seconda dose di richiamo (quarta dose) sia per gli ultraottantenni che per gli ospiti delle strutture residenziali per anziani, ma anche per la fascia 60-79 anni con patologia coesistente“.

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