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Covid, vaccino Novavax efficace al 90,4% anche sulle varianti: l’annuncio dell’azienda Usa

Gli studi effettuati su 29.960 persone hanno fornito risposte incoraggianti sul futuro della campagna vaccinale

Pubblicati i risultati sulla sperimentazione del vaccino Novavax

Buone notizie in arrivo dali Stati Uniti d’America: il vaccino Novavax ha superato la fase di sperimentazione clinica, attestando la sua efficacia con risultati più che eccellenti, intorno al 90,4%. Non solo, sembra che il prodotto medico americano sia resistente contro tutte le varianti del virus noto come Covid-19.

Covid, vaccino Novavax efficace al 90,4%: il test

Il test di ricerca è stato effettuato su di un campione di 26.960 individui, tra Stati Uniti e Messico, con risultati particolarmente positivi:

  • la copertura del 90,4% compete con quella raggiunta dal tedesco Pfizer e dal connazionale Moderna
  • Il livello di immunizzazione raggiunta si attesta sul 100% per quello che riguarda la prevenzione di malattie moderate o gravi, stando alla stessa azienda americana
  • La copertura del vaccino sarebbe quasi totale, andando ad agire anche sulle varianti del Coronavirus.

Covid, vaccino Novavax efficace al 90,4%: modalità di somministrazione

Contrariamente ai vaccini più diffusi (Moderna, Johnson & Johnson, AstraZeneca o Pfizer-BioNTech), il Novavax, agisce come un più comune vaccino per l’influenza: l’iniezione prevede l’inoculazione, all’interno dell’organismo, del Peplomero (il doppio strato lipidico che costituisce l’involucro di alcuni virus), precedentemente ricreato in laboratorio dagli scienziati.

Anche in questo caso sono previste 2 somministrazioni (contrariamente al già sospeso vaccino Johnson & Jonhson), di cui non sono ancora state dichiarate le fasce temporali, mentre, parlando di effetti collaterali, ne sono stati segnalati solamente alcuni di lieve entità, tra cui: dolori muscolari trascurabili, mal di testa passeggeri ed altri sintomi vagamente influenzali.

Covid, vaccino Novavax efficace al 90,4%: verrà utilizzato per la campagna vaccinale?

I risultati ottenuti dall’azienda americana sono senza dubbio più che positivi, tuttavia, se valutato in ottica di campagna vaccinale, il Novavax arriva con un ritardo non indifferente.

Gli altri competitor hanno già occupato la maggior parte dei posti disponibili nel processo di vaccinazione sul suolo americano, dunque, il modo più rapido per entrare a far parte della campagna già in corso sarebbe quello di richiedere l’autorizzazione di emergenza alla Food and Drug Administration per poter cominciare subito ad utilizzare il vaccino, almeno fino al mese di settembre.

Tuttavia, per ammissione della stessa azienda, tale richiesta non sembra sarà avanzata, lasciando, come unica alternativa, quella della licenza completa, procedimento assai più lungo, che potrebbe dunque portare all’utilizzo di Novavax non prima del 2022.

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