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Covid, Viola: “Basta con il bollettino dei contagi, serve un nuovo modo di comunicare con le persone”

L'immunologa Antonella Viola chiede la sospensione del bollettino dei contagi covid giornaliero e una migliore e più attenta comunicazione.

Viola bollettino dei contagi

Anche la dottoressa Antonella Viola, immunologa dell’Università di Padova, ha detto la sua in merito alla possibilità che non si fornisca più giornalmente il bollettino dei contagi covid sottolineando come, a suo dire, sarebbe opportuno creare una comunicazione dei dati meno ansiogena e costante.

Un approccio diverso al virus e un passo in avanti verso una convivenza più serena. 

Viola sul bollettino dei contagi

“All’inizio – ha detto Viola a Mezz’ora in più su Rai3 – abbiamo visto diversi errori di comunicazione da parte di noi scienziati, mentre nell’ultima fase ho visto una comunicazione troppo ansiogena.

Dire che non si è mai avuto un picco così alto, spaventa le persone. Io sono del parere che i dati devono continuare a essere raccolti così come ora e devono essere studiati dagli scienziati, che devono essere a disposizione sul sito del Ministero per chiunque li voglia consultare, ma che i giornali possano cominciare ad allentare la pressione“.

Bollettino dei contagi, le parole di Viola

Questo nuova modalità aiuterebbe per Viola tutti i cittadini che avrebbero maggiore possibilità di comprensione dei dati e ridurrebbe lo spavento di un freddo numero quotidiano.

Abbiamo i vaccini e funzionano – ha precisato l’immunologa – altrimenti la situazione sarebbe diversa. Dobbiamo smettere di dare i numeri come prima notizia, bisogna saperli raccontare altrimenti alimentiamo le polemiche no vax e alimentiamo le persone che dicono che i vaccini sono scarsi e non funzionano e non è così”.

Viola dice non al quotidiano bollettino dei contagi

Infine la dottoressa Viola ha sottolineato come per uscire dalla pandemia sia necessario che tutti si vaccinino, altrimenti resterà sempre il problema di una difficile convivenza con il virus. “Se noi – ha detto l’immunologa – abbiamo delle sacche di centinaia di migliaia di non vaccinati quando il virus circola in inverno, queste persone andranno ad affollare gli ospedali mettendo sotto stress il sistema sanitario. Quindi ci ritroveremo di anno in anno con il problema degli ospedali sotto pressione, del mancato accesso per le altre cure e operazioni e con la necessità di imporre delle restrizioni. L’unico modo per uscirne – ha concluso – è proteggerci tutti e a quel punto iniziare una gestione normale di convivenza con il virus”.

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