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Crac Cirio, condannato Geronzi a 4 anni in via definitiva

La cassazione, riguardo il Crac Cirio, ha confermato tutte le condanne, compresa quella del banchiere Geronzi, tranne una: nuovo processo per l'ex patron Cragnotti.

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Novità riguardanti il Crac Cirio, dramma finanziario che a inizio millennio colpì 30mila risparmiatori, i quali persero più di 1 miliardo di euro. La Cassazione ha infatti annullato a Sergio Cragnotti con rinvio la condanna per il crac della società in relazione al capo d’accusa più grave ( ossia la vicenda “Bombril”).

L’ex patron della Lazio aveva avuto una pena di sette anni di reclusione, diventati otto anni e otto mesi per gli altri reati contestati. Confermate, invece, le altre condanne, come quella per il banchiere Cesare Geronzi.

Sentenze Crac Cirio

Nando Iacoviello, sostituto procuratore generale della Cassazione, aveva chiesto la riduzione delle pene per gli imputati. A partire dall’ex patron dela Cirio e della Lazio, Sergio Cragnotti, condannato in appello a otto anni e otto mesi, per arrivare all’allora presidente della Banca di Roma, Cesare Geronzi, condannato a quattro anni.

Ma solo Cragnotti può esultare, perché gli verrà fatto un nuovo processo. Il suo legale, l’avvocato Massimo Krogh, ha definito questo esito come un “fatto straordinario”. Quasi come quella Lazio che vinse all’ultima giornata lo scudetto, nell’ormai lontana stagione 1999/2000, beffando la Juventus.

Crac Cirio, condannato Geronzi a 4 anni in via definitiva

Sentenze confermate

Per le altre persone coinvolte, non cambia invece nulla. Il banchiere Cesare Geronzi, attualmente presidente della Fondazione Assicurazioni Generali, si vede confermata la condanna di 4 anni. Tuttavia, tre anni sono coperti da indulto. Definitive inoltre le sentenze per di Andrea Cragnotti, figlio di Sergio, che aveva 2 anni e 4 mesi di reclusione coperti da indulto. Confermata inoltre la prescrizione per bancarotta preferenziale per gli altri due figli dell’ex patron, Elisabetta e Massimo.

I due avevano ottenuto in appello l’assoluzione per le altre imputazioni.

La Cassazione inoltre ha confermato la condanna a 3 anni (coperti da indulto) e 10 mesi di reclusione per Filippo Fucile, genero di Sergio Cragnotti. Ribadita anche la condanna a 3 anni (coperti da indulto) e 4 mesi di reclusione per Ettore Quadrani, consigliere di Cirio. Sentenza irrevocabile di condanna a 2 anni di reclusione, sempre coperti da indulto, anche per quanto concerne gli ex funzionari della Banca di Roma Pietro Celestino Locati e Antonio Nottola.

“Sentenza molto equilibrata”

Claudio Coratella, che rappresenta le centinaia di piccoli investitori scottati, anzi ustionati, dal Crac Cirio, ha commentato così: “È una sentenza molto equilibrata ed è il giorno della rivincita morale e materiale per centinaia di migliaia di risparmiatori traditi che hanno perso tutto nel crac Cirio e che oggi ricevono giustizia dallo Stato”.

Il Crac Cirio

La storia del Crac Cirio inizia nell’ormai lontano 2003, e l’inchiesta è terminata 2 anni più tardi. Oltre 30mila investitori avevano sottoscritto bond e titoli di credito della Cirio, dichiarata in default nel novembre del 2002, con l’azzeramento di obbligazioni per 1,125 miliardi, e perciò finita in amministrazione straordinaria nell’ottobre del 2003. Soltanto 13 mila di questi hanno voluto costituirsi come parte civile.

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