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28/06/2018 | di Redazione

Criogenesi umana: significato

Vediamo in cosa consiste la criogenesi, la tecnica di ibernazione di un corpo post mortem.

criogenesi

Ultimamente si parla parecchio di criogenesi, dopo che i giudici britannici hanno concesso, qualche anno fa, ad una giovane malata di cancro di essere ibernata. La criogenesi, detta anche ibernazione post mortem, è il congelamento di un corpo appena dopo averne accertato il decesso. La scienza, però, non sa ancora dare un’opinione riguardo alle speranze future dei corpi ibernati. Sulla tecnica usata e su come funziona, esistono, infatti, ancora parecchi dubbi. Ecco come funziona e in cosa consiste.

Cos’è la criogenesi

La criogenesi o ibernazione umana è una tecnica piuttosto controversa che si basa sul presupposto di conservare un corpo umano subito dopo il decesso per lungo tempo, portandolo ad una temperatura molto bassa. In questo modo le funzioni vitali diminuiscono progressivamente e il corpo è in grado di conservarsi.

L’obiettivo della criogenesi è quello di mantenere un corpo umano il più possibile “intatto” per poterlo rianimare in futuro, se le condizioni scientifiche lo consentiranno. Ovviamente, non esiste ancora alcuna certezza sulle possibilità di rianimare il corpo in futuro. Nel frattempo, però, qualcuno ha deciso di scommettere sulla scienza tentando, comunque, la via della criogenesi.

Il caso

Qualche anno fa l’Alta Corte di Londra ha permesso ad una ragazza malata di cancro di decidere di ibernare il proprio corpo (anche contro il volere del padre). Il verdetto definitivo del giudice è arrivato poco dopo il decesso della ragazza, il cui corpo è stato trasportato in America per essere appunto sottoposto ad ibernazione. La speranza è che la ragazza possa un giorno essere risvegliata e sottoposta a nuove cure risolutive della sua malattia.

Le procedure

La tecnica della criogenesi si effettua in questa maniera: dopo che il corpo resta privo di vita e la morte viene accertata legalmente, si porta la testa del paziente ad una temperatura di -96 gradi. Il processo di ibernazione vero e proprio comincia dopo circa 15 minuti.

Il sangue viene drenato e sostituito con sostanze – denominate crioproiettori – in grado di resistere alle alte temperature. Poi si procede lentamente ad abbassare ancora la temperatura, fino al raggiungimento di -196° gradi centigradi. Il corpo viene, poi, posizionato con la testa in giù in un silo di alluminio ripieno di azoto liquido. Così facendo, si garantisce la conservazione del corpo per periodi lunghissimi di tempo, in attesa che questo possa essere rianimato.

I costi della criogenesi

I costi di tale procedura si aggirano tra i 150 e i 200 mila dollari, e per il momento un trattamento del genere è autorizzato solo negli Stati Uniti. In Italia solo poche persone hanno sottoscritto un contratto che autorizza ad ibernare il corpo una volta morte. D’altronde, molti esperti ritengono che non ci sia alcuna certezza sull’efficacia della criogenesi.

Pare infatti che gli organi vitali non possano uscire indenni da un congelamento e da un eventuale scongelamento. Sulla possibilità che il corpo intero si rianimi, dunque, c’è parecchio scetticismo.


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