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Crisi dei chip, la mancanza continua per il 2022: quali sono i prodotti a rischio?

Continua la crisi dei chip anche nel 2022: la causa è della carenza di materiali , ma potrebbe essere riassorbita entro fine anno.

carenza chip

Continua la crisi dei chip anche nel 2022: la causa è attribuibile alla carenza di materiali per la costruzione, ma potrebbe essere riassorbita entro fine anno.

Continua la crisi dei chip

I chip continuano e continueranno a scarseggiare ancora per un po’.

Lo scoppio della pandemia di Coronavirus ha causato una difficoltà di approvvigionamento di semiconduttori, e una serie di conseguenti problemi legati al reperimento dei chip. I microchip sono dispositivi elettronici a circuito integrato in grado di far funzionare le centraline delle auto, gli smartphone, i computer e molti altri elettrodomestici di nuova generazione. Stanno quindi alla base della tecnologia moderna di uso comune.

Come anticipato, la causa principale della carenza di microprocessori è legata soprattutto alla crisi della catena di approvvigionamento di quei materiali che sono alla base della produzione di molti prodotti, come ad esempio il silicio.

La ripresa economica post Covid ha scatenato una forte richiesta di materie prime e prodotti semilavorati, difficile da soddisfare.

Crisi dei chip: i settori più colpiti

Nel 2021 si è registrato un boom di richieste di microchip, incrementato del 25%, e destinato a salire nei prossimi anni. Questa crescita è dovuta – in parte – al recente mondo del cloud computing e per la costruzione di data center. Ancora, vengono utilizzati anche nel comparto sanitario e nell’intelligenza artificiale.

Un altro grande settore che continuerà a subire ripercussioni a causa della carenza di microprocessori sarà quello dell’automotive, che utilizza i chip per le centraline elettroniche delle auto.

Tutte queste categorie industriali stanno vivendo momenti difficile a livello produttivo e stanno subendo ritardi a causa della carenza di microchip.

Crisi dei chip: graduale ritorno alla normalità nel 2023

La situazione per il 2022, quindi, è ancora parecchio grigia. Fortunatamente per il 2023 ci si aspetta un graduale ma importante riassorbimento di questa crisi, come spiegato dalla BCE – Banca centrale Europea:

«Lo squilibrio tra la netta ripresa della domanda mondiale e le carenze dal lato dell’offerta è stato più grave e prolungato di quanto inizialmente previsto. Sia la capacità di produzione di semiconduttori sia la capacità delle navi da carico restino contenute nel 2023 – tuttavia – le difficoltà di consegna dovrebbero iniziare ad attenuarsi a partire dal secondo trimestre del 2022 e riassorbirsi pienamente entro fine anno».

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