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Crisi energetica, il Belgio posticipa la chiusura dei suoi reattori nucleari

Crisi energetica, venti di guerra e cesarismo di Vladimir Putin, gli elementi per cui il Belgio posticipa la chiusura dei suoi reattori nucleari

Il premier belga Alexander De Croo

Crisi energetica e venti di guerra, troppo per azzardare scelte radicali, perciò il Belgio posticipa la chiusura dei suoi reattori nucleari e lo fa con un annuncio ufficiale del premier Alexander De Croo che spiega come i due più moderni funzioneranno ancora per 10 anni.

Insomma, non conviene chiudersi porte alle spalle con il cesarismo di Vladimir Putin che minaccia il mondo e con una crisi energetica che grazie anche alla guerra della Russia all’Ucraina sta toccando toni parossistici. Per questo motivo il Belgio ha deciso di posticipare di 10 anni la chiusura dei reattori nucleari.  

Il Belgio posticipa la chiusura dei reattori nucleari

Solo un anno fa la coalizione di governo belga aveva deciso di chiudere tutti i reattori nucleari in funzione entro il 2025.

Ora la retromarcia forzosa è stata annunciata in conferenza stampa da De Croo: “Il governo federale ha deciso di prendere le misure necessarie per estendere di 10 anni il funzionamento dei due più moderni reattori nucleari”. 

“Accelerare la transizione verso le rinnovabili”

Poi, in chiosa: “Acceleriamo nello stesso tempo la transizione verso le rinnovabili, la strada migliore verso la nostra indipendenza energetica”. Il dato è che ormai in Europa il nucleare non è più un’alternativa o uno scomodo totem di dibattito ideologico ed ambientalista, ma per molti paesi è la sola strada per uscire da una situazione delicatissima e perdurante, situazione che in molti casi era preesistente ai venti di guerra che soffiano sul Vecchio Continente.

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