Crisi idrica: scoperte 20 pompe di aspirazione acqua illegali
Cronaca

Crisi idrica: scoperte 20 pompe di aspirazione acqua illegali

Crisi idrica

Scoperte venti pompe idrauliche abusive che prelevavano acqua dal lago di Bracciano. Tutti i responsabili sono stati denunciati per inquinamento ambientale colposo.

In un momento di particolare emergenza per la crisi idrica come quello che stiamo vivendo in questi giorni, che sta causando disagi a molti comuni tra i quali quello della nostra Capitale, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Roma hanno fatto un’incredibile scoperta: ben venti pompe illegali per l’aspirazione dell’acqua erano state inserite abusivamente nel Lago di Bracciano da diverse località dislocate intorno al lago stesso, quali Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano.

La crisi e il razionamento dell’acqua

A causa della siccità che ha colpito il Lazio negli ultimi mesi, e del conseguente abbassamento del livello del lago di Bracciano, per far fronte alla crisi idrica la regione Lazio aveva stabilito una riduzione dei prelievi dal lago, che rifornisce tutta la regione, e in questi ultimi giorni ha addirittura annunciato il razionamento dell’acqua nella città di Roma tramite l’abbassamento della pressione notturna.

Questa già difficile situazione di crisi idrica è stata ulteriormente aggravata dall’illecito prelievo dell’acqua del lago, ormai stremato dalla siccità, tramite le venti pompe abusive, collocate su terreni privati, che fornivano acqua in abbondanza per uso privato.

Le indagini delle forze dell’ordine

Il Nucleo operativo ecologico carabinieri di Roma, dopo indagini e controlli delle condotte idriche nelle aree a ridosso del lago effettuati nelle ultime settimane insieme ai responsabili del Parco Regionale, ha fatto scattare il blitz, coadiuvato dal Gruppo Carabinieri Forestale del Nucleo di Roma Urbe con il supporto di un elicottero.

Tutti i proprietari delle pompe sono stati già individuati, ed è quindi scattata la notifica dell’avviso di garanzia nei loro confronti per inquinamento ambientale colposo, mentre le pompe abusive sono state sottoposte a sequestro.

La Procura di Civitavecchia sta effettuando ulteriori perquisizioni proprio in queste ore, dato che il fenomeno di sistemi idraulici abusivi installati sulle sponde del lago di Bracciano è purtroppo una prassi consolidata già da molto tempo.

Sono infatti diverse centinaia i campi agricoli e gli orti lungo le sponde del lago, e in alcuni casi piccole aziende, agricoltori e perfino privati non rispettano le normative in essere e utilizzano illegalmente questo sistema per rifornire di acqua i loro terreni, nascondendo le pompe abusive dalla vista con alberi o con cancelli ricoperti di plastica o con l’edera.

Contestualmente all’operazione condotta brillantemente dai Carabinieri, è stata aperta un’inchiesta sul presidente di Acea, scaturita dalle denunce di un parlamentare e di alcuni sindaci delle aree circostanti il lago, per verificare se l’azienda abbia fatto prelievi eccessivi che hanno portato il lago fin quasi al prosciugamento. Il presidente dell’azienda ha negato ogni responsabilità, spiegando che la colpa dello svuotamento del lago è esclusivamente della siccità e dell’utilizzo delle pompe abusive, criticando tra l’altro l’operato del Presidente della Regione Zingaretti che aveva stabilito una riduzione sul volume dei prelievi.

A seguito delle denunce sono stati sequestrati dalla sede della società vari documenti, al momento al vaglio degli inquirenti.

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