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Crisi: mancano sei milioni di posti di lavoro

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E’ la volta dell’ISTAT a ufficializzare quello che quasi ogni italiano gìà pensa.

Non c’è lavoro per tutte le qualifiche e nel caso ci fosse, non è ben remunerato oppure non promette un futuro. Più di tre milioni i disoccupati e altri tre milioni sono sfiduciati nel cercarlo. E’ un dato più che preoccupante per il quale l”opinione pubblica in fretta dovrebbe sensibilizzarsi in maniera concreta. Vero è che qualsiasi lavoro nobilita l’uomo, ma studiare ingegneria per raccogliere patate o rispondere a un call-center non è l’aspirazione di nessuno.

I disoccupati infatti tendono a sfiduciarsi perché non credono nelle prospettive, nell’attuale politica governativa e nei mezzi che lo Stato mette a disposizione in soccorso della crisi, per esempio come il problema che le PMI non riescono a corrispondere gli stipendi con regolarità, a volte raggiungendo ritardi che superano il mese e che costringono un lavoratore a compiere salti mortali sempre più rischiosi. Si consideri infine che le stesse imprese hanno tasse che soffocano i profitti e che non permettono la loro e nostra crescita.

Qual è la soluzione? Se lo chiede tutta l’Italia, e chi dovrebbe trovarla?

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