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Russia, Putin parla alla Nazione: “L’Ucraina è stata creata dalla Russia Comunista”

Il presidente Putin, dopo aver riconosciuto l’indipendenza alle repubbliche separatiste, ha rivendicando i diritti della Russia sull'Ucraina.

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Il presidente della Russia, Vladimir Putin, ha parlato alla Nazione: il discorso, che è stato focalizzato sulle tensioni che stanno caratterizzando i rapporti tra i Paese e l’Ucraina, è cominciato alla 19:00 circa (ora italiana).

Russia, Putin: “Riconosco l’indipendenza delle repubbliche separatiste in Ucraina”

Nel tardo pomeriggio di lunedì 21 febbraio, a partire dalle 19:00 circa ora italiana, il presidente russo Vladimir Putin ha parlato alla Nazione della crisi che sussiste tra Russia e Ucraina.

Poco prima di cominciare il suo discorso, il presidente Putin ha annunciato di aver deciso di riconoscere l’indipendenza delle repubbliche separatiste che, nei giorni scorsi, si sono autoproclamate nel Donbass, regione a maggioranza filorussa situata nella parte orientale dell’Ucraina.

A questo proposito, il leader russo ha affermato con determinazione di voler “firmare a breve” un decreto. In questo modo, la crisi tra Russia e Ucraina ha compiuto un nuovo passo verso lo scoppio di una possibile guerra.

La decisione di riconoscere l’indipendenza delle repubbliche di Donetsk e Lugansk è stata comunicata durante un colloquio telefonico tra i leader della Russia, della Francia e della Germania. Dopo aver appreso della volontà del leader russo il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz si sono detti estremamente delusiper la decisione della Russia.

Per quanto riguarda le repubbliche separatiste, inoltre, le autorità locali hanno riferito che nella repubblica di Donetsk è stato proclamato lo stato di emergenza dopo che un bombardamento ha colpito una centrale idrica lasciando senza acqua circa 21.000 persone.

Nella repubblica di Lugansk, invece, è stato firmato un decreto che stabilisce la mobilitazione volontaria di tutti gli uomini over 50 e è stata proclamata la legge marziale.

Ucraina riunisce il Consiglio di Sicurezza Nazionale

Intanto, poco prima che il presidente Putin parlasse alla Nazione, il presidente dell’Ucraina Zelensky ha convocato il consiglio di sicurezza nazionale per discutere dei recenti sviluppi relativi alla crisi sempre più critica con la Russia.

Francia, Macron convoca il Consiglio della Difesa d’urgenza

In seguito alle parole del leader russo determinato a riconoscere l’indipendenza delle repubbliche separatiste, poi, la medesima decisione dell’Ucraina è stata presa anche dalla Francia. Il presidente Macron, infatti, ha convocato per la serata di lunedì 21 febbraio una riunione di emergenza del Consiglio della Difesa al fine di esaminare la situazione in Ucraina e stabilire la migliore strategia da adottare.

Ucraina, Borrell: “Russia riconosce indipendenza delle repubbliche separatiste, pacchetto di sanzioni pronto”

In merito alla crisi tra Russia e Ucraina, si è espresso l’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell i Fontelles. La notizia del riconoscimento dell’indipendenza delle repubbliche separatiste del Donbass da parte della Russia, infatti, è stata diffusa mentre Borrell era impegnato in una conferenza stampa organizzata alla fine del Consiglio affari esteri.

Dopo essere stato messo a conoscenza della posizione del presidente Putin, il politico ed economista spagnolo ha dichiarato: “Se la Russia dovesse riconoscere l’indipendenza di Donetsk e Luhansk, le due regioni separatiste dell’Ucraina, abbiamo un pacchetto pronto di sanzioni che ha componenti applicabili in certi livelli a seconda del tipo di aggressione – e ha aggiunto –. Grazie per avermi informato. Ora lasciatemi lavorare”.

Putin parla alla Nazione: “L’Ucraina è stata creata dalla Russia Comunista”

Il discorso del presidente Vladimir Putin alla Nazione è stato trasmesso in diretta streaming. Nel dare inizio al proprio intervento, il leader russo ha esordito rivendicando i diritti della Russia sull’Ucraina, dichiarando: “L’Ucraina è stata creata dalla Russia Comunista. Krusciov ha dato la Crimea all’Ucraina per qualche motivo – e ha sottolineato –. La situazione in Donbass è critica. Il Donbass è parte integrante della Russia. I territori ucraini erano parte dell’Impero russo. L’Ucraina non è un Paese confinante e non è una vera nazione: non lo è mai stata. È parte integrante della nostra storia e cultura: è stata creata da Lenin, è stato il suo creatore e il suo architetto. Lenin aveva un interesse particolare anche per il Donbass. Il nostro popolo, perché è il nostro popolo, riconosce la nuova situazione geopolitica. Dopo la caduta dell’URSS abbiamo dato ogni aiuto umanitario possibile all’Ucraina. 250 miliardi di dollari sono stati inviati dalla Russia all’Ucraina. Centinaia di migliaia di dollari per coprire il debito ucraino. In cambio l’Ucraina ha dato via alcune delle sue proprietà, noi avevamo degli accordi. Kiev non li ha rispettati. Un giorno Kiev ha detto che c’erano altri accordi. Nonostante tutto, siamo sempre stati collaborativi. L’Ucraina ha iniziato a copiare modelli stranieri, cercavano di copiare. La scelta pro-occidente era per poter arrivare ad obiettivi e assecondare l’Occidente”.

Decomunizzazione dell’Ucraina e influenze straniere nel Paese

Nel corso del suo lungo discorso alla Nazione, poi, il presidente Putin ha domandato: “Volete la decomunizzazione? Beh, a noi va bene. Ma non fermiamoci a metà strada. Siamo pronti a mostrarvi cosa sia la vera decomunizzazione per l’Ucraina“.

Inoltre, il leader russo si è scagliato contro la decisione dell’Ucraina di abbattere i monumenti eretti in onore dei leader dell’URSS e le interferenze degli Stati Uniti d’America nel Paese, asserendo: “L’Ucraina è dominata da oligarchi antirussi. L’ambasciata americana controlla direttamente alcuni dei giudici ucraini – e ha ribadito –. L’Ucraina è controllata dall’esterno, e l’influenza straniera influenza le sue politiche interne, le società e il commercio. Gli Stati Uniti e la Nato hanno spudoratamente trasformato l’Ucraina nel teatro di potenziali azioni militari contro la Russia, minacciandone la sicurezza. Le forze armate ucraine potrebbero essere comandate direttamente dal quartier generale della Nato. L’Ucraina è serva dei Paesi occidentali”.

Putin: “L’Ucraina non deve entrare in possesso di armi nucleari”

Putin ha anche denunciato quanto segue: “La situazione del mondo cambierebbe se l’Ucraina entrasse in possesso di armi di distruzione di massa”.

Per il leader russo, quindi, l’Ucraina non dovrebbe possedere per alcun motivo eventuali armi nucleari. Ciononostante, Putin ha rivelato che la Nazione ha in programma di creare armi nucleari e ha anche precisato che ha tutte le possibilità di realizzare il suo progetto, spiegando: “C’è un flusso di armi occidentali in Ucraina perché il Paese cerca di entrare in guerra. In Ucraina ci sono terroristi sostenuti da comunità internazionali”.

Putin: “Per la Nato, la Russia è il nemico numero uno?”

Nel corso del suo discorso, Putin ha rivelato di aver chiesto nel 2000 all’allora presidente degli Stati Uniti d’America, BillClinton, se la Russia avrebbe mai potuto aderire alla Nato, affermando: “Non l’ho mai detto prima”.

In relazione alla Nato, poi, ha osservato: “Le infrastrutture della Nato sono alle porte del nostro confine. In Ucraina ci sono esercitazioni Nato per colpire la Russia. Per la Nato, la Russia è il nemico numero uno? L’obiettivo dei missili della Nato siamo noi. La Russia ha tutto il diritto di rispondere alla sua sicurezza e lo faremo – e, in materia di sanzioni, ha aggiunto –. L’Occidente imporrà sanzioni comunque: siamo ricattati permanentemente da Kiev sull’energia”.

Repubbliche separatiste ucraine: Putin firma il decreto

Per quanto riguarda le repubbliche separatiste autoproclamate nella regione del Donbass, Vladimir Puti ha dichiarato: “Ritengo necessario prendere una decisione matura e annunciare il riconoscimento formale dell’indipendenza delle repubbliche di Donetsk e di Lugansk”.

In seguito all’annuncio, il presidente Putin ha firmato il decreto per ufficializzare l’indipendenza delle repubbliche separatiste ucraine. La firma del decreto è avvenuta in presenza dei due leader delle repubbliche separatiste del Donetsk e di Lugansk.

USA, Biden convoca Consiglio per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca

Mentre è ancora in corso il discorso del presidente russo Putin alla Nazione, il presidente americano Joe Biden si trova in riunione con il Consiglio per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca. La riunione è stata convocata in considerazione degli ultimi sviluppi relativi alla crisi ucraina, sui quali è “regolarmente aggiornato”, come rivelano fonti della Casa Bianca.

Italia, chiesta convocazione d’urgenza della Camera dei deputati

La firma del decreto per riconoscere l’indipendenza delle repubbliche separatiste del Donbass è stata accolta con dissensoin contesto internazionale.

In Italia, al termine del discorso del presidente russo Putin, il Partito Democratico ha chiesto che la Camera dei deputati venisse convocata d’urgenza.

Il segretario del PD, Enrico Letta, infatti, ha rivolto al Governo il seguente appello: “Chiediamo la convocazione delle Camere per reagire alla gravissima decisione russa di riconoscimento unilaterale del Donbass. L’uso della forza e della morte per cambiare i confini è tutto ciò contro cui per una democrazia vale la pena lottare”.

Forza Italia, invece, ha sollecitato il presidente del Consiglio Mario Draghi a deliberare quanto prima in aula.

Di Maio: “L’Italia continua a sostenere l’integrità e la piena sovranità dell’Ucraina”

Intanto, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha riferito di essere in stretto contatto con gli alleati al fine di coordinare una risposta unitaria alla posizione annunciata dal presidente russo Vladimir Putin.

A questo proposito, il ministro Di Maio ha annunciato: “La decisione delle autorità russe di riconoscere le cosiddette Repubbliche separatiste di Lugansk e Donetsk è da condannare in quanto contraria agli accordi di Minsk e costituisce un grave ostacolo nella ricerca di una soluzione diplomatica. L’Italia continua a sostenere l’integrità e la piena sovranità dell’Ucraina nei suoi confini internazionalmente riconosciuti. L’Italia rivolge un appello a tutte le parti perché si ritorni al tavolo negoziale nei formati appropriati, nella convinzione che iniziative unilaterali allontanano il raggiungimento di condizioni di stabilità e sicurezza nella regione. L’Italia è in costante contatto con i partner europei e atlantici per coordinare la risposta all’annuncio del Presidente della Fed. Russa. Il Governo italiano è pronto a riferire in Aula”.

UE: “Violazione del protocollo di Minsk”. Siria si schiera con la Russia

Il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e il presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, hanno commentato la decisione di Putin di firmare il decreto per riconoscere l’indipendenza delle repubbliche separatiste. Michel e Von der Leyen, infatti, hanno sottolineato che la firma del decreto rappresenta una piena violazione del protocollo di Minsk e hanno annunciato che “l’UE reagirà con fermezza”.

Il primo ministro britannico Boris Johnson, invece, ha commentata il discorso del suo omologo russo, affermando: “Non so cosa passi per la testa di Putin”.

Intanto, la Sira ha comunicato in via ufficiale che si schiererà a fianco della Russia per quanto concerne il riconoscimento dell’indipendenza delle repubbliche separatiste autoproclamate di Donetsk e Lugansk.

Infine, al termine del discorso di Putin, il mercato azionario russo è crollato di circa il 21%.

USA, Biden firmerà ordine con sanzioni per la Russia

Il presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, ha deciso di firmare un ordine esecutivo attraverso il quale imporrà dure sanzioni alla Russia.

A questo proposito, il segretario di Stato, Tony Blinken, ha comunicato: “Il presidente Biden firmerà un ordine esecutivo che vieterà tutti i nuovi investimenti, scambi e finanziamenti da parte di cittadini statunitensi verso, da o nelle cosiddette regioni ucraine delle ‘Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk. Continueremo a coordinarci con l’Ucraina, i nostri alleati e partner per adottare le misure appropriate in risposta a questa azione non provocata e inaccettabile della Russia. L’EO [ordine esecutivo] è progettato per impedire alla Russia di trarre profitto da questa palese violazione del diritto internazionale. Non è diretto al popolo ucraino o al governo ucraino e consentirà il proseguimento delle attività umanitarie e di altro tipo in queste regioni”.

Il discorso di Putin, poi, è stato commentato anche dal segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, che ha dichiarato: “Condanno il riconoscimento da parte della Russia di Donetsk/Luhansk in Ucraina. Erode gli sforzi per risolvere il conflitto e viola gli accordi di Minsk. La NATO sostiene la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Esortiamo Mosca a smettere di alimentare il conflitto e a scegliere la diplomazia”.

Discorso Putin, la reazione dei leader europei

Al pari degli Stati Uniti, anche il Regno Unito ha riferito che nella giornata di martedì 22 febbraio annuncerà una serie di sanzioni contro la Russia.

Il presidente della Finlandia, Sauli Niinistö, ha duramente criticato le parole del presidente Putin, affermando: “La Finlandia condanna gli atti unilaterali della Russia che violano la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Il riconoscimento delle regioni separatiste nell’Ucraina orientale costituisce una grave violazione degli accordi di Minsk. La Finlandia risponde agli atti della Russia come parte dell’Unione Europea”.

Dalla Francia, il presidente Emmanuel Macron ha chiesto “sanzioni europee mirate” e ha sollecitato la convocazione d’urgenza del Consiglio di sicurezza Onu. Macron, poi, ha aggiunto: “Condanno la decisione presa dall’omologo russo Vladimir Putin di riconoscere le regioni separatiste all’est dell’Ucraina. Chiedo una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, oltre che sanzioni europee mirate. Si tratta chiaramente di una violazione unilaterale degli impegni internazionali della Russia e di una minaccia alla sovranità dell’Ucraina”.

La Germania, invece, ha ribadito che il presidente russo ha disatteso le promesse precedentemente fatte alla comunità internazionale.

La posizione della Russia è stata commentata anche dalla Serbia, il presidente Aleksandar Vučić, infatti, ha ammesso: “La posizione della Serbia non è facile, siamo in una situazione in cui ci sono numerose sfide: politiche, di sicurezza ed economiche. La decisione di Putin di riconoscere l’indipendenza di Lugansk e Donetsk sarà molto più grande che mai, che questo distruggerà l’intera architettura di sicurezza del mondo, chi si comporterà e chi fare cosa, nessuno può saperlo”.

Il premier della Danimarca, Mette Frederiksen, sottolineato: “La decisione della Russia di riconoscere le cosiddette regioni di Donetsk e Lugansk dell’Ucraina come indipendenti è una palese violazione della sovranità dell’Ucraina e del diritto internazionale. La Danimarca condanna la decisione, che non rimarrà senza risposta. Siamo fianco a fianco con l’Ucraina”.

Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, infine, ha deciso di tenere un discorso alla Nazione entro la giornata di martedì 22 febbraio.

Ucraina, le truppe russe oltrepassano il confine e preparano l’invasione

Nella tarda serata di lunedì 21 febbraio, le truppe russe hanno ufficialmente oltrepassato il confine con l’Ucraina, approdando in Donbass.

A quanto si apprende, le truppe russe stanno portando a termine i preparativi per dare inizio all’invasione dell’Ucrainama, secondo quanto riferito da un alto funzionario dell’amministrazione statunitense, la diplomazia proseguirà “fino a quando i carri armati non si muoveranno”.

Intanto, sul territorio dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (Dpr) riconosciuta indipendente attraverso il decreto firmato dal presidente russo Putin, è stata segnalata la presenza di un numero elevato di mezzi blindati.

Consiglio di Sicurezza dell’Onu: convocata riunione d’urgenza alle 03:00

L’agitazione che sta caratterizzando la regione del Donbass, presso la quale si sono recentemente recate le truppe russe, sta facendo aumentare le tensioni in contesto europeo e internazionale.

Per questo motivo, è stata convocata una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu alle ore 03:00 di martedì 22 febbraio.

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