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Crisi Ucraina, ritiro delle armate russe: la Nato non ci crede

La Russia si ritira o non si ritira? Al momento gli accenni russi di de-escalation non convincono per nulla la Nato.

Crisi Ucraina: l'Occidente e la Nato non credono al ritiro russo

Dunque, la Russia si ritira o non si ritira? Al momento gli accenni di ritiro delle truppe russe non convincono per niente la NATO, che piuttosto esorta Mosca a scegliere la strada della diplomazia e a ritirare per davvero le sue forze dai confini con l’Ucraina.

Crisi Ucraina, la NATO non crede al ritiro delle truppe russe

Proprio il segretario della NATO, Jens Stoltenberg, ha infatti spiegato che:

“Mosca ha chiarito che è pronta a contestare i principi fondamentali che hanno sostenuto la nostra sicurezza per decenni e a farlo usando la forza. Mi dispiace dire che questa è la nuova normalità in Europa”.

Senza dimenticare che egli stesso ha confermato che questa è la più grande concentrazione di truppe russe, dopo il periodo della Guerra Fredda: 

“La nostra intelligence ci dice che un gran numero di forze sono comunque pronte all’attacco”. 

Crisi Ucraina, Guerini: “L’italia farà la sua parte”

Il segretario ha poi aggiunto che in queste ore si sta riflettendo sulla possibilità di inviare ulteriori aiuti nei Paesi del fianco orientale dell’Alleanza. E a dirsi pronta a fare la sua parte, c’è anche l’Italia: a confermarlo è il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a Bruxelles, nella riunione dei ministri della Nato.

“Si è ragionato dell’implementazione di misure di rassicurazione sul fianco Sud-Est con la disponibilità di alcuni paesi ad ospitare queste misure. Da parte italiana c’è stata la conferma della nostra disponibilità con i contributi necessari”.

Crisi Ucraian, parla Ian Lesser

Nel frattempo, Ian Lesser, vicepresidente del German Marshall Fund dice che:

“A lungo termine, penso che il risultato sia stato chiaramente un aumento del livello di ansia della NATO, ma anche l’impegno per la difesa nella sua parte orientale e anche nel Mar Nero. Questo sarà un fattore strutturale. Non è più una situazione normale per la NATO. La Russia mi sembra una potenza decisa a riaffermare i propri diritti, ma che cerca di rovesciare l’attuale tipo di architettura di sicurezza in Europa. E hanno fretta di farlo perché penso intuiscano che il tempo non è dalla loro parte e nemmeno in relazione all’Ucraina. Non so quale sarà il loro intento in termini di uso della forza. Ma ovviamente, più aspetteranno, più sarà difficile”.

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