Cristina D'Avena a Bologna Magazine: l'ultimo simbolo del postmoderno - Notizie.it
Cristina D’Avena a Bologna Magazine: l’ultimo simbolo del postmoderno
Bologna

Cristina D’Avena a Bologna Magazine: l’ultimo simbolo del postmoderno

Bologna Magazine ha il piacere di ospitare Cristina D’Avena icona anni ’80 e ultimo simbolo del postmoderno per la sua capacità di ri – leggersi. Cristina D’Avena, infatti, sarà all’Estragon domenica 31 ottobre insieme al gruppo rock demenziale Gem Boy per una serata cartoon legend.

Qualche anno fa, avrebbe mai pensato di esibirsi all’Estragon, tempio dell’Underground bolognese?

Gem Boy

La collaborazione con i Gem Boy è nata da un casuale incontro in autogrill nel 2007. Ci siamo conosciuti e loro mi hanno chiesto di suonare almeno una volta con me le sigle storiche del mio repertorio. Abbiamo realizzato un evento al Roxy Bar di Bologna per festeggiare i miei 25 anni di carriera e, da quel momento, è nato il grande amore! Mai e poi mai tre anni fa avrei mai pensato di suonare in locali come l’Estragon di Bologna o l’Alcatraz di Milano…e di fare il sold out! La caratteristica di questo show sono le sigle che hanno fatto la storia dei cartoni animati dagli anni ’80 a oggi, il tutto condito dalla simpatia e dagli arrangiamenti dei Gem Boy.

A suo parere, qual è l’effetto del concerto sul suo pubblico tradizionale?

Beh sicuramente è un bellissimo e suggestivo tuffo nel passato.

Le sigle dei cartoni animati ti riportano ad un periodo magico della vita che è l’infanzia: e da lì ci passano tutti!

Si dice che lei abbia rifiutato molti inviti per la partecipazione a reality. Perchè dice no alla tv che ha contribuito al suo indiscutibile successo?

Non rifiuto le ospitate in tv, dico no ai reality perchè non amo la tv che ti spia 24 ore al giorno. Non fa proprio per me. E poi nel caso dell’Isola dei Famosi, aggiungo che sono anche fifona e ho paura di prendere l’aereo!

A suo parere, come sono cambiati nel tempo i bambini ?

I bambini di oggi sono moderni, tecnologici, sanno usare il computer e navigare in Internet. Rispetto al passato si è anche perso il gusto per le cose semplici, come i giocattoli tradizionali o la tv dei ragazzi degli anni ’80.

Cristina e i Gem Boy

Cristina D’Avena, oltre a esibirsi in giro per l’Italia, ha scritto una ricetta nel libro Mi scrivi la ricetta, un’iniziativa benefica che ha visto la partecipazione di numerosi personaggi dello Showbiz (Elio e Le storie Tese, Mario Venuti, ecc). Può dirci di quale ricetta e parlarci dell’iniziativa Amref?

La ricetta che ho proposto è quella dei petti di pollo al latte.

Le royalties del libro realizzato da Marta Tea Carpinelli saranno devolute in beneficienza al progetto idrico di AMREF Italia e Rezophonic di Mario Riso per il Kajiado, destinato a migliorare la salute delle popolazioni africane più svantaggiate.

Un caro saluto alla mitica Cristina D’Avena e un ringraziamento per la disponibilità. Per chi volesse saperne di più:

Il Sito di Cristina D’Avena

Il Libro Mi scrivi la ricetta

© Riproduzione riservata

3 Commenti su Cristina D’Avena a Bologna Magazine: l’ultimo simbolo del postmoderno

  1. intervista carina..è vero comunque che i bambini sono più evoluti ma non credo non sia apprezzato più niente che abbia a che fare con la semplicità..oddio se con questo intende che non vanno più tanto i cavallucci di legno o fatti di carta (mio padre mi racconta spesso che a natale loro si accontevano di giocattoli fatti in casa con la carta mentra già dagli anni 70 con il benessere hanno iniziato a prendre piega altri tipi di giocattoli) direi che questo è venuto un po meno (anche se quando si è piccoli piccoli ho notato che queste cose vengono ancora apprezzate)…ma se si prendono in considerazioni giochi classici come nascondino, campanella, giocare a pallone, apprezzare anche cartoni semplici (come Heidi e tanti altri) direi che di cose semplici analoghe al passato che vengono apprezzate ce ne sono…vanno ancora di moda le fiabe, i classici Disney con tanti elementi di semplicità e fantasia…in tv ho visto una puntata della trasmissione “L’Albero Azzurro” dove i bambini costruivano delle barchette di carta e vedeo che lo facevano con entusiasmo.

    Per chi volesse vederlo l’ho anche messo su youtube..io vedo tantie faccine allegre che si divrtono facendo un qualcosa di semplice, per cui qualcosa è venuto meno ma altre cose sono rimaste così come si può anche vedere 🙂

    http://www.youtube.com/watch?v=_KJrvxA-suw

  2. tralaltro la figlia di mia cugina (ha 3 anni) vedo che gocattoli semplici come trenini, bambole (anche di origine datata come Cicciobello), o peluche di Winnie the Pooh (più semplice di quello) non le mancano 🙂 tante cose cambiano ma tante altre no

  3. per quanto riguarda la tv dei ragazzi, è vero mediaset ha eliminato i contenitori che potrebbe benissimo riproporre ma se si vede la situazione complessiva qualcosa è rimasta..vedo programmi dove vengono lette le letterine dei telespettatori (Rai Gulp), penso che siano importanti programmi come questi e per fortuna qualcosa c’è, poi su raidue continua ad esserci lo zecchino d’oro, l’albero azzurro, voyager ragazzi, art attack su boing: creartù, wanandance, let’s go football test (programmi dove si insegna afare creazioni artiscihe con le piccole cose a disposzione nel primo caso o giochi nei gli altri due casi) anche su rai yoyo vengono riproosti vecchi programmi dove ci sono letterine, creazioni artistiche ecc (per non parlare poi delle pay tv)..insomma molto è mutato..ma tanti elementi del passato continuano ad esistere, basta solo cercarli e vederli 🙂

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