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Cronaca nera: figli che uccidono genitori, i casi più famosi della storia

Sono sempre di più le storie di figli che uccidono i genitori. Vediamo i casi più famosi della storia della cronaca nera.

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Cronaca nera: figli che uccidono genitori, i casi più famosi della storia

La cronaca nera italiana ci racconta spesso storie di figli che uccidono i genitori, a volte, per i motivi più futili che possano esistere. Il duplice omicidio avvenuto a Ferrara ricorda tutta una serie di casi in cui i figli hanno ucciso i genitori. Da Pietro Maso a Donetta Graneris sino ad arrivare a Erika e Omar, sono moltissime le storie di figli che uccidono i genitori. Vediamoli insieme.

Erika e Omar

Siamo a Novi Ligure in provincia di Alessandria, in Piemonte. Quando i carabinieri entrano nella villetta, scoprono il corpo della madre massacrata da 40 coltellate. Nel bagno giace il corpo inerme del bambino, Gianluca, fratello di Erika di 11 anni. Il bambino è stato accoltellato. Erika prima gli ha fatto bere del veleno e poi ha provato ad affogarlo.

Erika incolpa due extracomunitari della zona, ma i carabinieri non credono alla sua versione. Lei e il fidanzatino Omar vengono portati in caserma e qui, grazie alle microscopie si scopre la verità. Erika, con la complicità del fidanzato, ha ucciso la madre e il fratello.

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Pietro Maso

Nel villino della sua famiglia, nell’aprile 1991, attende che i suoi genitori arrivino, per massacrali insieme ai suoi amici. Un delitto efferato e terribile che crea tantissimo scalpore alimentando il boom economico del periodo e il mito degli schei da guadagnare con ogni mezzo. Viene condannato a 30 anni, insieme ai suoi amici.

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Ferdinando Carretta

Nel 1989 a Parma una intera famiglia, i Carretta scompaiono. Il padre, la madre e i due figli sono spariti nel nulla. Di loro nessuna traccia. Non si sa nulla neanche del camper. Si pensa siano scappati in uno dei tanti paradisi fiscali. Il camper viene poi trovato a Milano. Dopo 9 anni, nel 1998, si scopre la terribile verità. Ferdinando, il figlio, racconta di aver sparato ai genitori e al fratello.

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Elia

Sembra un caso simile a quello di Maso. Nel gennaio del 90, Elia uccide a colpi di fucile il padre, la madre e il fratello. Il piano del ragazzo è semplice: uccidere i genitori, impossessarsi dei loro beni e fuggire a Santo Domingo. Il suo tentativo di fuga va in fumo e lui viene arrestato per il triplice omicidio. Viene condannato a 30 anni di carcere. Cerca di evadere, ma viene intercettato grazie alla Digos che scopre il suo piano.

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Federico Bigotti

Nel dicembre 2015 uccide a coltellate la madre nella loro casa in provincia di Perugia. In seguito all’omicidio della madre, posta un selfie dove appare sorridente su Facebook. La foto è accompagnata dalla seguente didascalia: le carezze sui graffi si sentono di più. Il giovane viene dichiarato incapace di intendere e di volere. Per questo non va in carcere e ora si trova in una clinica psichiatrica.

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Patrizia Schettini

Nella provincia di Cosenza, una insegnante di musica viene trovata morta nella sua casa. A dare l’allarme è il figlio di 17 anni il quale afferma che la madre sia caduta dalle scale e abbia battuto violentemente la testa. Per le autorità c’è qualcosa di strano che emerge anche durante l’autopsia. Le indagini autoptiche mostrano segni di strangolamento sul corpo della donna. Le autorità sospettano del giovane che, dopo un mese, confessa al padre di aver ucciso la madre.

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Igor e l’infanzia in Russia

Nel 2016, Igor uccide i genitori mentre stanno andando a dormire a colpi di mazza da baseball. Igor è stato adottato insieme al fratello. Sono due persone molto diverse. Igor non ha retto alla disciplina. Inoltre, un incidente in moto dove ha urtato un motociclista che poi è morto, lo ha portato a cadere in un burrone fatto di alcool e molto altro fino all’omicidio della madre adottiva.

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Doretta Graneris

Siamo nel novembre del 1975 in Piemonte, quando Donetta Graneris uccide cinque componenti della sua famiglia. Uccide il padre, la madre, il fratellino e i nonni materni. Insieme a lei, nell’omicidio partecipa anche il fidanzato. Da un po’ di tempo, aveva un rapporto conflittuale con la famiglia e stava convivendo con il fidanzato. Furono condannati all’ergastolo e nel 1992 Donetta ha ottenuto la libertà condizionata.

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Roberto Succo, il killer di Mestre

Nel 1981 ha ucciso entrambi i genitori. Il padre è morto per i colpi di ascia e la madre è stata annegata. Viene giudicato schizofrenico e mandato al manicomio criminale di Reggio Emilia. Nel 1985, esce, ma continua a condurre una vita al limite. Fa rapine, violenta una ragazza, uccide un medico e altre due ragazze. Nel febbraio 98 viene arrestato e nel maggio del 98 muore asfissiato.

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Amo leggere, il tè e Parigi è la mia casa da sempre e per sempre.


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Diego

E’ importante che se ne parli perché quando queste cose accadono nessuno ascolta le vittime


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Simona Bernini

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