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Terrorismo, a processo la foreign fighter Lara Bombonati
Cronaca

Terrorismo, a processo la foreign fighter Lara Bombonati

foreign fighter Lara Bombonati

Rinviata a giudizio la foreign fighter italiana Lara Bombonati. Il gip ha respinto il rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica.

E’ stata rinviata a giudizio Lara Bombonati, la foreign fighter italiana 26enne arrestata nel giugno 2017 con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo. Prima di decidere di unirsi all’ISIS la giovane ha vissuto a Garbagna (provincia di Alessandria) con i genitori e la sorella gemella, frequentando e terminando un istituto tecnico. Contro la ragazza tantissime intercettazioni telefoniche che proverebbero la sua partecipazione al gruppo Hay’at Tahrir al-Sham meglio noto come al-Qaeda in Siria. La formazione nel febbraio 2017 aveva rivendicato gli attentati perpetrati a Homs e a Damasco.

Da Lara a Khadija

In base all’accusa Lara, che quando ha deciso di convertirsi ed indossare il velo ha preso il nome di Khadija, faceva la staffetta tra Siria e Turchia per conto degli jihadisti. Lei sosterrebbe invece di essersi limitata a seguire il marito, il siciliano Francesco Lo Cascio. Anche il 27enne si era radicalizzato ma è morto in Siria il 26 dicembre 2016.

In base alle ricostruzioni della Procura, ad influenzare entrambi sarebbero stati tre coetanei genovesi, che si erano convertiti alla fede islamica nel 2011, quindi un anno prima del matrimonio di Lara e Francesco.

A far cadere Bombonati però nella rete dello jihadismo anche alcune chat, tra cui quella gestita da Bushra, una canadese emigrata a Bologna che fece proselitismo con il gruppo delle “sorelle musulmane”. Con Lo Cascio, Lara si trasferisce ad Istanbul nel 2014 ma dopo essere stata espulsa dalla Turchia torna in Italia nel febbraio del 2017. Se non fosse stata arrestata, sarebbe ripartita ma alla volta di Bruxelles per incontrare il suo futuro sposo.

Quando nell’agosto 2017 è stata firmata una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Lara Bombonati, il gip di Torino ha sottolineato che non ci si trova di fronte ad un “mero soggetto invasato, ma siamo a una vera e propria condotta partecipativa in associazioni con finalità terroristiche”.

Durante l’odierna udienza preliminare in vista del processo, il giudice ha respinto quindi la richiesta di rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica, avanzata dalla difesa, perché ritenuta non compatibile con il rito alternativo.

© Riproduzione riservata

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