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Lancia la figlia dalla finestra: l’avvocato non lo difende

L'avvocato difensore del 49enne di Taranto accusato di aver accoltellato il figlio e gettato la figlia dalla finestra ha rifiutato l'incarico.

Taranto, avvocato non difende uomo che ha gettato figlia dal balcone
Taranto, avvocato non difende uomo che ha gettato figlia dal balcone

L’avvocato penalista Nicola Cervellera è stato scelto come difensore dal 49enne di Taranto accusato di aver accoltellato il figlio di 14 anni e di aver lanciato dalla finestra la figlia di 6. Ma il legale ha annunciato di voler rinunciare all’incarico “per ragioni personali e professionali”.

La notizia arriva al termine dell’udienza di convalida del fermo tenuta dal Gip Paola Incalza e dal pm Filomena di Tursi e poco prima dell’interrogatorio di garanzia. Ora il tribunale pugliese dovrà nominare un nuovo difensore d’ufficio. L’uomo deve rispondere delle accuse di tentato omicidio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. La bambina è in gravissime condizioni, ricoverata all’ospedale SS. Annunziata di Taranto.

Una storia di violenza familiare

Ho un bambino di 7 anni e per motivi etici non me la sento di difendere chi è accusato di una cosa del genere. Dopo l’interrogatorio di mercoledì mattina lascerò l’incarico. L’avrei fatto subito, ma non c’erano i tempi per la nomina di un avvocato d’ufficio”. Così Cervellera ha giustificato la propria decisione.

L’avvocato aveva già difeso il 49enne nel 2016, quando l’ex compagna aveva denunciato l’uomo per maltrattamenti.

Denuncia ritirata dalla donna pochi giorni dopo l’accaduto, ma che aveva comunque acceso i riflettori dei servizi sociali sulla famiglia. Una situazione difficile, tanto da portare alla decisione di affidare i due bambini a un centro diurno del quartiere Paolo VI dove allora vivevano. Era stata avanzata anche la proposta di un’assistenza psicologica a domicilio, respinta dai genitori in virtù della patria potestà esercitata sui figli.

Poche settimane prima dell’aggressione, la donna aveva deciso di lasciare il compagno e si era trasferita, insieme ai bambini, in un Comune della provincia. L’uomo era tornato a vivere con la madre, in via XXV Aprile, dove si è consumata la tragedia. Qualche giorno prima del tentato omicidio la donna era stata convocata dai servizi sociali, a cui aveva raccontato il difficile rapporto con l’ex compagno. “Niente comunque che potesse far presagire un evento così tragico”, ha commentato Simona Scarpati, assessora al welfare di Taranto. Poi era stata la volta di un incontro con l’uomo, descritto dalla Scarpati come “assolutamente tranquillo e conciliante, ben felice dell’incontro a cui avrebbe portato anche il figlio quattordicenne”.

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