Si opera al tunnel carpale: perde il braccio per infezione
Si opera al tunnel carpale: perde il braccio per infezione
Cronaca

Si opera al tunnel carpale: perde il braccio per infezione

tunnel carpale

Indagati due medici dell'ospedale di Rivoli perché una donna ha subìto l'amputazione di un braccio dopo un'operazione al tunnel carpale.

Ad una donna di 47 anni di Rivalta (Torino) è stato amputato il braccio destro dopo una semplice operazione al tunnel carpale. Finiti sotto inchiesta due medici accusati di non aver prescritto un’adeguata terapia antibiotica per trattare un’infezione.

Amputato il braccio per una fascite necrotizzante

Finiti sotto inchiesta due medici dell’ospedale di Rivoli, che rischiano un processo per lesioni personali colpose gravissime. Nel maggio 2017 Paola, 47enne che vive a Rivalta (Torino), si è infatti sottoposta ad un’operazione per risolvere il problema del tunnel carpale, sindrome che affliggeva la donna alla mano destra. L’intervento come spesso accade è in day hospital e dopo poche ore viene dimessa. Fin da subito ha inizato però ad accusare dolori ma inizialmente la 47enne credeva che fossero da imputare ai postumi dell’operazione. Anche i due medici che hanno visitato la donna l’ha rassicurano, nonostante pian piano il dolore cominci ad estendersi per tutto il braccio.

Infine, arriva la febbre altissima che non si riesce a far scendere nemmeno con l’antibiotico.

“Quasi non mi reggevo in piedi” racconta Paola come si legge sul Corriere.it, che ha riportato per primo la notizia. La 47enne viene quindi visitata da un terzo medico che le diagnostica una fascite necrotizzante, una rara quanto pericolosa di infezione degli strati più profondi della pelle e dei tessuti sottocutanei.

La donna viene operata d’urgenza ma purtroppo in sala operatoria i chirurghi, per salvarle la vita, sono stati costretti ad amputarle il braccio destro. Ai due medici la Procura contesta “di non aver prescritto, in presenza di chiari sintomi di infezione, adeguata terapia antibiotica“. L’avvocato di uno dei due medici precisa però che il suo assistito si ritiene “estraneo all’intera vicenda” perché non è stato lui a controllare i risultati degli esami alla signora.

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