Porta al figlio in carcere due polli ripieni, ma di hashish
Porta al figlio in carcere due polli ripieni, ma di hashish
Cronaca

Porta al figlio in carcere due polli ripieni, ma di hashish

Nel carcere di Bergamo un uomo è stato arrestato perché scoperto a portare al figlio detenuto del pollo arrosto ripieno di hashish.

Il pollo arrosto ripieno è sicuramente un piatto prelibato, ma mai gli addetti alla sorveglianza del carcere di Bergamo avrebbero pensato di trovarsi di fronte ad una ricetta così stupefacente. Per allietare la permanenza del figlio chiuso in prigione un padre si è presentato difatti nell’istituto penitenziario di via Gleno con due polli già cotti. All’interno però invece che prosciutto, pane e condimenti vari c’erano sei panetti di hashish.

Un pollo dal ripieno stupefacente

Il 58enne di origine calabrese, anche se da tempo residente a Cesano Maderno (Monza e Brianza), sabato 20 ottobre 2018 si è recato a far visita in carcere al figlio 30enne, detenuto da alcuni mesi. L’uomo, che ha dei precedenti per furto, aveva con sé una borsa al cui interno c’erano, oltre a vari oggetti personali per il figlio, anche due polli arrosto fumanti. Il personale di sicurezza si è però subito insospettito. Di norma infatti i familiari portano ai detenuti scatolame e cibi a lunga conservazione e non pietanze già cucinate.

Il pollo arrosto è stato così accuratamente ispezionato, e in breve tempo la polizia carceraria ha scoperto che la vera sopresa per il figlio era un’altra.

Al posto del ripieno infatti c’erano sei panetti di hashish per un peso complessivo di 107 grammi. A quel punto il 58enne è stato arrestato, proprio all’interno del carcere, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Nella giornata di lunedì 22 ottobre l’uomo è stato processato per direttissima e in aula si è cercato di giustificare assicurando di non essere a conoscenza del fatto che i polli erano farciti con della droga. Il 58enne ha spiegato che li aveva acquistati poco prima da alcuni extracomunitari che li vendono nella zona del carcere, ma il giudice ovviamente non gli ha creduto. L’uomo non è finito però in carcere assieme al figlio ma agli arresti domiciliari.

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