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Roma, funerali di Desirée Mariottini. Le indagini proseguono

L'ultimo saluto a Desirée Mariottini. Mentre le indagini proseguono, il 30 ottobre 2018 vengono celebrati i funerali della giovane.

Desirée Mariottini
Desirée Mariottini

Dieci giorni dopo la tragica morte arriva dai pm il via libera per la restituzione della salma di Desirée Mariottini. I funerali vengono celebrati nella chiesa di San Valentino a Cisterna di Latina dove la giovane abitava con la mamma e i nonni.

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha proclamato il lutto cittadino: “Roma vuole manifestare la vicinanza ai familiari di Desirée. Tutti i cittadini partecipano al loro profondo dolore”. Intanto la Procura prosegue le indagini.

L’indagine

Le indagini degli inquirenti proseguono. Restano in attesa dei risultati dell’esame tossicologico, ma importanti elementi potrebbero arrivare da ulteriori esami del Dna. Gli esami del Dna saranno fondamentali per stabilire se altre persone hanno abusato di Desirée, oltre ai quattro fermati.

Per il momento non c’è nessun nuovo iscritto nel registro degli indagati oltre ai nomi di Yusif Salia, Brian Minteh, Mamadou Gara e Chima Alinno, rinchiusi nel carcere di Foggia per omicidio. Però, mentre Desirée Mariottini moriva, nel palazzo di San Lorenzo c’erano altre persone, secondo alcuni otto, secondo altri dieci, tra cui anche due donne italiane. L’hanno vista, toccata, spogliata e rivestita, spostata, ma nessuno ha fatto nulla per salvarla.

Nessuno ha chiamato i soccorsi e la polizia. E’ proprio questo il dettaglio agghiacciante che gli inquirenti hanno accolto dopo aver ascoltato i testimoni. Chi ha visto Desirée esanime, chi ha capito che stava malissimo e non ha fatto nulla, chi ha lasciato che fosse imbottita di droga e stuprata fino a perdere la vita, ora rischia di entrare nell’inchiesta con l’accusa di mancato soccorso. Gli indagati affermarono che ad alcuni presenti venne impedito di chiamare i soccorsi per aiutare la ragazza.

Chi era Desirée Mariottini

Non era la prima volta che Desirée Mariottini andava in quello stabile. Era ormai più di un mese che frequentava il quartiere popolare di San Lorenzo e svariate volte ci aveva passato la notte. Desirée aveva abbandonato la scuola dopo il primo anno di superiori (frequentava l’Istituto agrario di Latina) e trascorreva intere giornate, e a volte nottate, fuori casa. Aveva iniziato a frequentare giri rischiosi e ad assumere droghe. Era stata segnalata al tribunale dei minori dai servizi sociali del comune di Cisterna di Latina: era in pericolo e, forse, doveva essere seguita un po’ di più. Quella ragazzina dai capelli lunghi e neri di appena 16 anni, ma rimase vittima della sua dipendenza dalla quale nessuno – nemmeno la famiglia – è riuscita a salvarla.

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