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Torino, “lager per negri”: cartello shock del Bansky locale

A Torino è comparso un cartello stradale scioccante che indica la direzione per raggiungere un sito di interesse culturale: il "lager per negri".

lager per negri torino
lager per negri torino

Il risveglio della città capoluogo del Piemonte è stato segnato da un evento scioccante. Nella notte tra martedì 30 e mercoledì 31 ottobre all’angolo tra corso Massimo D’Azeglio e via Cellini è apparso misteriosamente un cartello stradale a sfondo marrone che indica la strada per un sito di interesse culturale il “lager per negri“.

Nell’immagine che accompagna la scritta si riconosce il campo di concentramento di Birkenau, anche noto come Auschwitz II, dove si trovava uno dei forni crematori più usati dal regime nazista. Sembra che il responsabile dell’affissione di tale cartello sia Andrea Villa, lo pseudonimo di un artista di strada torinese spesso associato a Bansky, tanto da essere chiamato “il Bansky di Torino“. Quello di Andrea Villa è un gesto di protesta e provocazione in risposta alle recenti derive della politica italiana: “ho immaginato un futuro distopico dove il razzismo è la normalità” ha spiegato.

Il “lager per negri” che distrugge Auschwitzland

auschwitzland

Volevo rispondere a mio modo al lavoro di Wu Ming fatto a Palermo. E lanciare l’allarme sul ritorno del fascismo” ha spiegato in una telefonata.

Quella di Andrea Villa è forse una risposta alla tanto discussa maglietta di “Auschwitland dell’attivista di Forza Nuova Selene Ticchi candidata sindaca di Budrio, Bologna. Quello di Andrea Villa vuole quindi essere un preciso avvertimento: secondo l’artista corriamo un rischio non indifferente. “Non sono d’accordo con Baricco che crede sia impossibile il ritorno del fascismo. La Turchia deve essere da monito. Un paese sviluppato, una democrazia di stampo occidentale, con Erdogan è diventata un regime religioso in pochi mesi” ha spiegato.

La scelta del cartello non è una novità per gli artisti di strada, ma lo è per Andrea Villa, che ha deciso di alzare il tiro delle sue opere. “In questo modo ho immaginato un futuro distopico dove il razzismo è la normalità. Un futuro inventato, dove esistono i campi di concentramento, che rischia di diventare la realtà. Nel 1938 furono approvate le leggi razziali nel disinteresse generale” avverte il giovane.

Il cartello è stato rimosso durante la mattina di mercoledì 31 ottobre dalle forze dell’ordine. “Stiamo perdendo il senso delle proporzioni, qualsiasi provocazione voglia essere questo cartello è una cosa abominevole” ha scritto il presidente della Circoscrizione 4, Claudio Cerrato. Eppure sembra che Andrea Villa abbia ottenuto quello che voleva: la reazione della cittadinanza è stata forte, tanto da costringere le forze dell’ordine a rimuovere la fonte della polemica. Andrea Villa lancia così un ultimo avvertimento, attingendo ai futuri distopici offerti dalla letteratura Novecentesca che dovrebbero far riflettere. “In 1984 la società di Orwel è retta dall’oppressione. Huxley, invece, costruisce il suo mondo, diviso tra appartenenti alla classe alfa e delta, sul compiacimento di quello che vogliono i cittadini. Uno stato molto populista a cui non ci si ribella perché non si pensa alle conseguenze“.

Nata a Milano, classe 1994, laureata in Lettere. Ha collaborato con Notizie.it.


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Marta Lodola

Nata a Milano, classe 1994, laureata in Lettere. Ha collaborato con Notizie.it.

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