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Antartide, ricercatore accoltella il collega: “Spoilerava i gialli”

"Mi rivelava il finale dei romanzi gialli". E' stata la giustificazione di Sergey Satisky dopo aver accoltellato al cuore il collega.

Antartide, scienziato accoltellato

Antartide, ricercatore accoltella il collega.

“Mi rivelava il finale dei romanzi gialli”. E’ stata la giustificazione di Sergey Satisky dopo aver accoltellato al cuore il collega.

Lo scienziato russo Sergey Satisky ha pugnalato il collega Oleg Buloguzov dopo che non sopportava più il vizio del collega di spoilerare sempre il finale dei romanzi gialli.

Buloguzov, trasportato d’urgenza in, Cile non è in pericolo di vita. Satisky è ai domiciliari a San Pietroburgo in attesa di processo per tentato omicidio.

<“Mi rivelava il finale dei gialli”

Così lo scienziato russo Sergey Savitsky, di 55 anni, diventa il primo uomo a essere arrestato per tentato omicidio in Antartide, presso la stazione russa di Bellinshausen, dopo aver accoltellato al cuore il collega Oleg Beloguzov, 52 anni, il 9 ottobre 2018.

A rivelare la notizia è stato il quotidiano inglese “Sun”. I due colleghi avevano una passione comune: i romanzi gialli. Così, ogni giorno, finite le mansioni lavorative, si rilassavano con la lettura di un buon libro, non essendoci molto altro da fare in Antartide. Ma Beloguzov aveva un brutto vizio: rivelava sempre il finale. Così, dopo svariate lite, quella sera Savitsky non è riuscito a trattenersi. E’ andato in cucina, ha preso un coltello e ha pugnalato il collega al petto, ferendolo al cuore.

Oleg Buloguzov è stato portato d’urgenza dalla stazione di ricerca di Bellingshausen – dove i due si trovavano – sull’isola di King George, in Cile. Lo scienziato, miracolosamente, non è in pericolo di vita. Sergey Satisky è stato arrestato, ma il 20 ottobre è stato rimandato ai domiciliari a San Pietroburgo in attesa del processo per tentato omicidio.

Ai confini del mondo: tragedia sventata

La stazione antartica di Bellingshausen è un’avamposto sperduto, a 120 chilometri dalla costa dell’Antartide, sull’isola di King George, coperta al 90% da ghiacci eterni: un luogo non molto adatto all’uomo. A quanto suggeriscono i media locali, Sergey Savitsky non ce la faceva più a sopportare di vivere tra quei ghiacci da solo insieme a un uomo, e se l’è presa col primo malcapitato. Un crollo emotivo, dovuto probabilmente anche all’isolamento e alle impervie condizioni meteo. Le autorità riferiscono che Savitsky è «impazzito dal fatto di non riuscire più a vivere in spazi ristretti». Ha ammesso le proprie responsabilità, riferendo però di non voler uccidere il collega. Al momento del tentato omicidio, erano presenti circa una dozzina di persone che sono riuscite ad evitare il peggio.

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