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Rapina di Lanciano, romeni trasferiti per evitare linciaggio
Cronaca

Rapina di Lanciano, romeni trasferiti per evitare linciaggio

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Sono stati trasferiti in altre prigioni i romeni colpevoli della rapina di Lanciano. Si temevano ritorsioni da parte di altri detenuti.

I romeni arrestati per la rapina di Lanciano sono stati trasferiti in altre prigioni. Si temevano ritorsioni contro di loro da parte degli altri detenuti. Il gruppo di romeni si era accanito sui proprietari di casa arrivando a tagliare l’occhio destro di Bazzan. Uno di loro era fuggito per poi rifugiarsi a casa del padre. Per lui, chiesta l’estradizione in Italia.

Detenuti trasferiti

Sono stati trasferiti per incompatibilità i romeni arrestati per la rapina di Lanciano. I colpevoli non si trovano più nel carcere di Lanciano. Si temeva infatti che potessero esserci ritorsioni e linciaggi da parte di altri detenuti. I fratelli Costantin Aurel e Ion Cusmin Turlica, il cugino Aurel Ruset e George Bodgan Ghiviziu erano stati arrestati subito dopo il colpo, e trasferiti nella casa circondariale di Villa Stanazzo, in isolamento. Il colpo risale al 23 settembre 2018 nella villa dei coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan. Il trasferimento è stato disposto per evitare che su di loro potessero esserci ritorsioni da parte degli altri carcerati, che, come si sa, tendono a colpire coloro che fanno del male a soggetti deboli.

Durante la rapina infatti, a Bazzan è stato tagliato l’occhio destro.

L’estradizione in Italia

Il più violento del gruppo, Alexandru Bogadan Colteanu è rinchiuso a Teramo. Disposta anche l’estradizione in Italia per Marius Adrian Martin, ritenuto la mente della gang. Il suo arrivo era fissato per le 11.30 di martedì 13 novembre 2018 all’aeroporto di Roma Fiumicino. All’arrivo in Italia, a Martin è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Lanciano, Massimo Canosa. Nell’ordinanza si contestano il concorso in rapina pluriaggravata, sequestro di persona, lesioni gravissime e porto abusivo di armi. Il 34enne è stato poi trasferito a Rebibbia. L’uomo, residente nel centro storico di Lanciano, subito dopo il colpo, era fuggito in autobus per poi rifugiarsi dal padre.

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