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La Regione Sicilia annuncia: "Castelli sul mare ai privati"

La Regione Sicilia annuncia: "Castelli sul mare ai privati"

La Regione Sicilia ha annunciato che indirà un bando per l'assegnazione di 52 beni immobili che ricadono sul demanio marittimo.

I castelli sul mare ai privati.

La proposta del bando della Regione Sicilia non lascia alcun dubbio: come confermato dal presidente della Regione Nello Musumeci e dall’assessore al Territorio e Ambiente Toto Cordaro, i beni immobili che ricadono sul demanio marittimo saranno assegnati ai privati che si candideranno al bando. La Regione conta un totale di 52 strutture. In merito all’iniziativa, il presidente della Regione ha commentato che non si tratta di un semplice progetto di riqualificazione territoriale, ma di un programma finalizzato a incrementare i guadagni dalle strutture stesse, attraverso il loro rilancio e riutilizzo sia in termini commerciali, sia turistici.

I castelli sul mare

Sono in totale 52 i beni immobili indicati nel bando della Regione: 8 nella provincia di Palermo, 9 in quella di Messina, 5 in provincia di Caltanissetta, 8 in provincia di Agrigento, 8 in provincia di Catania, uno in provincia di Siracusa, uno in provincia di Ragusa, 12 in quella di Trapani. Le strutture variano da importanti monumenti storici, come la Torre Pozzillo a Cinisi, nel territorio di Palermo, a ex edifici industriali e caserme abbandonate della Guardia di Finanza.

La concessione ai privati, che risulteranno idonei secondo le valutazioni della Regione, hanno durata variabile dai 6 ai 50 anni.

Rilanciare il territorio

Soddisfatto dell’iniziativa il presidente della Regione Nello Musumeci, che in un’intervista a La Repubblica ha dichiarato: “Si tratta di un patrimonio che fino a qualche anno fa non costituiva oggetto di attenzione da parte della pubblica amministrazione né dello Stato né della Regione”. Il programma non ha il solo scopo di trovare qualcuno che si occupi di prendersi cura dei beni, ma anche di indicare una nuova linea per il rilancio del territorio:

“Dobbiamo riqualificare le aree di pertinenza, valorizzarli, destinarli ad attività compatibili, attività turistiche e commerciali.

In questo modo, si avvia non soltanto un recupero del degrado ambientale, ma anche un incremento delle entrate erariali. Abbiamo immaginato anche la possibilità di renderli compatibili con le attività di stabilimenti balneari, attività legate agli sport, bar e ristoranti, noleggio imbarcazioni e natanti, attività legate alla nautica e al diporto, attività artigianali, punti di ormeggio e ricovero per imbarcazioni”.