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Ordigno bellico nel modenese: 800 famiglie evacuate

ordigno bellico modenese

Conclusa con successo la delicata operazione di despolettamento dell'ordigno, che sarà poi fatto brillare in un secondo momento dagli artificieri.

A qualche ora dall’inizio delle operazioni di bonifica e messa in sicurezza del territorio, il comune di San Felice sul Panaro, nel Modenese, fa sapere essersi conclusa con successo la procedura di disinnesco ed estrazione dell’ordigno bellico ritrovato nei pressi della stazione ferroviaria.

Gli artificieri hanno da poco concluso la fase più delicata dell’intera operazione: hanno privato la bomba delle due spolette che ne permettono l’esplosione. L’ordigno bellico è stato poi caricato a bordo di un mezzo militare, diretto verso il campo di Pavignane, dove sarà di nuovo armato e fatto brillare.

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La “zona rossa”

Circa 800 le famiglie evacuate nella zona rossa, estesa ad un raggio di 550 metri dal luogo del ritrovamento. La bomba, risalente alla Seconda Guerra Mondiale, come riporta Fanpage, è stata definita dagli esperti molto pericolosa, “con ben 127 chili di potente miscela di tritolo e amatolo”. Dalle 9.30 di questa mattina, 2 dicembre 2018, è interdetta la circolazione stradale e pedonale fino a 1.816 metri dal luogo in cui si stanno svolgendo le operazioni di smantellamento.

Interrotta anche la circolazione ferroviaria e del traffico aereo fino a quando non saranno terminate le operazioni di messa in sicurezza, che vedono impegnate, insieme ai militari del decimo Reggimento genio Guastatori di Cremona, 200 uomini fra agenti del reparto anticrimine della Polizia, della Polstrada. Con loro anche una trentina di agenti della municipale Area Nord, quattro equipaggi del Commissariato locale di Mirandola, due di Guardia di Finanza e Polizia provinciale.

Presenti sul territorio anche diverse squadre dei vigili del fuoco, personale del 118 e volontari di Croce rossa, Croce blu e protezione civile, per ogni esigenza di soccorso alla popolazione.