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Papa Francesco: "omosessualità nel clero è una moda"

Papa Francesco

Per papa Francesco "l'omosessualità è una moda. Sono preoccupato.” Lo si legge nel libro intervista del missionario Fernando Prado

La questione della pedofilia nella chiesa che tappezza le cronache nere internazionali è solo la punta dell’iceberg.

La chiesa ha un problema ancor più radicato con l’omosessualità. E’ a causa di questa strisciante eresia che tra le fila del clero è andata espandendosi una piaga purulenta che sta infettando il corpo di Cristo con grave scandalo per i fedeli. E papa Francesco, portavoce della parola di Dio e di Gesù e rappresentante della Chiesa cattolica nel mondo, ha esposto chiaramente il suo pensiero, non nascondendo le sue preoccupazioni.

Lo si legge nel libro intervista del missionario clarettiano basco Fernando Prado, intitolato “La forza della vocazione”, in uscita il 3 dicembre 2018.

Papa Francesco, “L’omosessualità è una moda”

Papa Bergoglio ha affermato di essere preoccupato dall’omosessualità. L’ha definita una “moda” e una “mentalità” che in qualche modo influisce anche sulla Chiesa. L’omosessualità nel clero e nella vita consacrata “è qualcosa che mi preoccupa”. E ha aggiunto: “E’ una questione molto seria” e occorre più attenzione ai candidati nei seminari.

E’ questa la spiegazione che il pontefice ha rilasciato a Prado, docente di teologia della missione e direttore della casa editrice “Publicaciones Claretianas”.

Nell’intervista Bergoglio sottolinea che “nella vita consacrata e nella vita sacerdotale, quel tipo di affetti non ha posto”. “Per questo motivo, la Chiesa raccomanda che le persone con questa tendenza radicata non siano accettate nel ministero o nella vita consacrata. Il ministero o la vita consacrata non sono il loro posto”, ha spiegato.

Nel libro di monsignor Prado il Papa sostiene che l’omosessualità “non è solo un’espressione di affetto”. Infatti, ha chiarito: “I sacerdoti, i religiosi e le donne omosessuali devono essere esortati a vivere pienamente il celibato e soprattutto a essere squisitamente responsabili, cercando di non scandalizzare, vivendo una doppia vita, né le loro comunità né il santo popolo fedele di Dio. “È meglio che lasciano il ministero o la loro vita consacrata piuttosto che vivere una doppia vita”.

Nell’intervista Bergoglio parla anche del ruolo della donna nella Chiesa, un aspetto a lui molto caro. “Nell’immaginario collettivo le religiose sono state spesso considerate ingiustamente di secondo livello e, a volte, le si è utilizzate come servitù”. Per il papa l’antidoto è progredire il più rapidamente possibile nell’uguaglianza. Ma “non è necessario smettere di essere donne per diventare uguali”, ha puntualizzato.