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Napoli, un ragazzo giapponese pulisce la città

Appartiene all'associazione "Pescatori di sogni" e munito di pinzette e sacchetti pulisce le piazze da cicche e cartacce perchè "amo Napoli".

pescatori di sogni
pescatori di sogni

Su Facebook gira il video di un giovane giapponese che raccoglie cicche e cartacce per le piazze di Napoli. Fa parte dell’associazione “Pescatori di sogni”, un gran progetto per rendere la città più bella. “Napoli non merita di essere sporca”, è la motivazione da cui tutto è partito.

Pulisce Napoli: “Non merita di essere sporca”

Un ragazzo giapponese, arrivato in Italia per studiare, trascorre il suo tempo libero a pulire piazza del Gesù di Napoli. Questo gesto gratuito è mosso dal suo amore per il capoluogo campano: “Napoli non merita di essere sporca”, dice. Agli occhi del giovane giapponese e non solo, Napoli è bella e i rifiuti naturalmente la danneggiano. Così, quando vede della spazzatura si irrita. Per rendere la città migliore, Takehito Nagao, – questo il nome del ragazzo, soprannominato Take – ha deciso di ripulire la piazza dall’inciviltà degli abitanti e dei turisti che, invece di servirsi degli appositi cestini, utilizzano la strada come discarica senza limiti.

“Pescatori di sogni” per una Napoli più bella

Il video è spopolato su Facebook, raccogliendo buoni consensi e aprendo riflessioni sulla nostra brutta abitudine di gettare qualsiasi cosa a terra.

Il giovane giapponese fa parte di un’associazione chiamata “Pescatori di sogni”, un gran progetto per fare Napoli più bella. L’iniziativa, partita da Take con il coinvolgimento di alcuni amici, consiste nel raccogliere cicche, carte e plastica dalle strade muniti di pinzette e sacchetti. Lo fanno il giovedì, il sabato e la domenica per un paio d’ore a Piazza San Domenico e piazza del Gesù, semplicemente perché amano la città.

Intervistato da MelitOnline, Takehito Nagao spiega che il nome dell’associazione nasce dalla volontà di stare dalla parte di chi ha un sogno. Napoli, come tutte le città, è sporche e non lo merita. Dovremmo imparare da chi arriva da lontano, amando le nostre città non solo a parole, ma rispettandole per davvero.

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