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Roma, sgombero ex fabbrica Penicillina: arriva Salvini
Cronaca

Roma, sgombero ex fabbrica Penicillina: arriva Salvini

ex fabbrica Penicillina

"Sgombero ex Penicillina a Roma, sto andando sul posto." annuncia Matteo Salvini su Facebook. Ma nello stabile non c'era quasi più nessuno.

Sgomberata la mattina di lunedì 10 dicembre 2018 la ex fabbrica della Penicillina, enorme stabile abbandonato da anni sulla via Tiburtina a Roma. Era una delle occupazioni storiche della città e all’interno pernottavano centinaia di persone, soprattutto nord africani ma anche alcuni italiani. Sul posto è giunto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Sgombero annunciato

L’ex fabbrica della Penicillina è stato un complesso industriale di Roma, situato nel quartiere Ponte Mammolo, al decimo km di via Tiburtina. Dopo varie vicissitudini industriali, e soprattutto quando si è scoperto che era pieno di amianto, la fabbrica è stata abbandonata. Da allora tanti comitati hanno chiesto la bonifica e la riqualificazione dell’area, da adibire ad abitazioni. Solo il 28 gennaio 2018 gli abitanti del IV Municipio, il collettivo Carovana delle Periferie, e di Nodo Territoriale Tiburtina hanno chiesto per esempio all’amministrazione comunale “di porre fine all’indecoroso stato di abbandono di questo ecomostro, la requisizione dello stabile” e la destinazione dello stesso a “case popolari“.

Il destino dell’ex fabbrica della Penicillina non è ancora chiaro, ma la mattina di lunedì 10 dicembre 2018 è iniziato lo sgombero di questo enorme fabbricato.

Sul posto sono giunte decine di blindati delle forze dell’ordine e varie pattuglie della municipale. Presente anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini. La questura sottolinea comunque come le operazioni si siano “svolte senza criticità”. Nonostante nell’ex fabbrica farmaceutica siano entrati infatti due gruppi di agenti in assetto antisommossa, dentro lo stabile in realtà non c’era quasi più nessuno.

Alla fine delle circa 400 persone, principalmente nord africani ma anche alcuni italiani, che vi dormivano e pernottavano sono state trovate solo una quarantina. Lo sgombero infatti pare fosse già nell’aria, tanto che questa mattina su via Tiburtina sono stati avvistati decine di migranti in cammino con dei trolley. Il problema dei tanti, troppi senzatetto però rimane. “Guardate quante forze dell’ordine, neanche per Provenzano ce n’erano così tanti” osserva Chantal, romana, da sei mesi nella ex fabbrica come riporta Repubblica.it. “Ci hanno detto ‘o ve ne andate o ve ne andate’.

Sono venuti con i manganelli. Ma se dovevano beccare droga o altro dovevano presentarsi a sorpresa, non annunciare lo sgombero una settimana prima” sottolinea invece Alessandro.

PD contestato

“Siamo venuti qui per vigilare che questo sgombero si svolga nel pieno rispetto dei diritti umani, senza bandiere o fare propaganda, per cercare di capire cosa possa fare il Campidoglio per accogliere gli sgomberati” spiega il segretario romano del PD Andrea Casu, contestato da un gruppo di militanti di Potere al Popolo che l’hanno accolto con urla tipo “vergogna”, “avete governato per anni”, “siete responsabili di questa situazione”. “Questa si chiama provocazione e fa male a questa città”, afferma Casu.

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