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Rimini, violenze sugli anziani di una casa di riposo

I carabinieri hanno fatto irruzione in una casa di riposo del riminese. Arrestata la titolare con l'accusa di abbandono di persone incapaci.

Rimini, violenze sugli anziani di una casa di riposo

Lo chiamano il “lager”. I carabinieri del Nas di Bologna e della compagnia di Riccione hanno fatto irruzione nella casa di riposo degli orrori. Arrestata l’amministratrice della struttura, Luisa Bulli, di 57 anni, con l’accusa di abbandono di persone incapaci.

Le indagini sono iniziate nel Giugno del 2018, a seguito di un’ispezione compiuta dalla Asl. I dati raccolti dagli agenti dell’Arma è che gli ospiti della casa di riposo non solo erano abbandonati in condizioni di estremo degrado, ma subivano anche severi maltrattamenti. Agli arresti anche i pochi membri del personale, impiegati nella struttura.

Violenza sugli anziani

Minacciati e maltrattati. Il “Lager”, come lo ha definito ironicamente, ma non troppo, un amministratore di sostegno, in contatto con Luisa Bulli, poteva contenere fino a 40 persone.

Come riporta Fanpage, i pazienti erano completamente abbandonati a loro stessi, al punto da soffrire la fame e la scarsa cura dell’igiene. Emblematica la scena che si sono trovati di fronte i carabinieri al momento del loro ingresso della struttura. Alcuni ospiti, nel riconoscere le divise, hanno chiesto agli agenti di portare loro da mangiare. Le indagini, riferisce Fanpage, sono state condotte anche attraverso intercettazioni telefoniche, che hanno portato alla scoperta di altri orrori.

Proprio da queste sarebbe emerso che la stessa titolare abbia preso a calci un paziente nei testicoli.

Le denunce mancate

“Il 50% non denuncia”. Intervistata da AdnKronos, il legale Barbara Pezzilli ha spiegato che nel caso delle violenze degli anziani, spesso le vittime stesse decidono di non sporgere denuncia dei maltrattamenti perché si vergognano, o perché dubitano di poter arrivare alla fine del processo, per motivi di salute. Una soluzione, utile per abbattere questo problema, potrebbe essere lo snellimento dei procedimenti processuali per i casi di violenza sugli anziani, suggerisce la Pezzilli, prendendo esempio da quanto è stato fatto sui casi di femminicidio.

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