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Demolizione ponte Morandi, lanciato l’allarme amianto

L'allarme diffuso dall'Osservatorio Nazionale amianto che parla di più di 15'000 tonnellate di eternit pronte ad invadere le strade di Genova.

Ponte Morandi

Nel giorno in cui a Genova vengono firmate le carte relative alla autorizzazione per lo smontaggio di ciò che resta del ponte Morandi, crollato il 14 agosto provocando 43 vittime, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha lanciato un vero e proprio allarme.

Stando infatti a quanto afferma Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio la demolizione dei monconi del ponte e delle case sottostanti potrebbe creare una nube tossica che invaderebbe tutta la città. L’amianto presente nelle strutture infatti potrebbe innalzare drasticamente i casi di tumori nel capoluogo ligure causando un innalzamento dei casi di mesoteliomi e cancro ai polmoni.

Rischio aumento di tumori a Genova

In una recente intervista Bonanni ha affermato che ci sarebbe moltissimo “amianto friabile nelle coibentazioni delle tubazioni delle cantine, camini e serbatoi d’acqua rivestiti di eternit, come riscontrato dai tecnici ai quali è stata assegnata la procedura del piano di demolizione del ponte Morandi a Genova.

Per non parlare delle tubazioni degli impianti di riscaldamento e delle guarnizioni delle centrali termiche, tutte coibentate con amianto friabile. Si tratta di edifici costruiti negli anni ’60 quando i materiali cementizi erano quasi sempre di eternit”.

Si stima che siano circa 15000 le tonnellate di eternit potrebbero invadere le strade di tutta la città. “È assolutamente necessario confinare gli abbattimenti, per evitare che la nube tossica invada la città. Le fibre di amianto causerebbero mesoteliomi e cancro al polmone ed altre patologie dell’amianto.

Le macerie, confinate, vanno poi irrorare con liquidi aggregati per diminuire il rischio di aerodispersione delle fibre di amianto”.

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