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Bergamo, condannato a 13 anni per abusi su figlia e nipote

Un artigiano bergamasco di 50 anni è stato condannato a 13 anni di carcere per ripetuti abusi sulla figlia 12enne e sulla nipotina di 6 anni.

Bergamo, condannato per abusi su figlia e nipote
Bergamo, condannato per abusi su figlia e nipote

Un artigiano 50enne di Bergamo è stato condannato a 13 anni di carcere per abusi sulla figlia 12enne e sulla nipote di appena 6 anni. Pena ridotta rispetto ai 16 anni di reclusione chiesti dal pubblico ministero Gianluigi Dettori. L’avvocato dell’imputato, Luca Salvioni, ha respinto le accuse e ha sostenuto l’innocenza del suo assistito.

Il 50enne ha infatti sempre sostenuto di non aver mai compiuto alcuna violenza nei confronti delle bambine. Secondo quanto ricostruito dalla magistratura, l’uomo approfittava dei momenti in cui la madre non era in casa e dunque riusciva a rimanere solo in casa con le minorenni. Ha iniziato abusando della figlia, poi a queste violenze si sono aggiunte quelle sulla nipotina. Costringeva le bambine a toccare le sue parti intime e le sottoponeva ad altri tipi di abusi, compresi diversi rapporti completi con la 12enne.

Bergamo, abusi su figlia e nipote

A causa del trauma degli abusi, la figlia ha sviluppato una grave forma di anoressia nervosa. Proprio la psicoterapeuta che la seguiva nella comunità di recupero è stata la prima a cui la ragazza è riuscita a confidare quanto accaduto. Il suo racconto ha spinto la magistratura a indagare.

L’inchiesta è stata aperta nel 2016, ma i fatti risalgono a qualche anno prima, tra il 2011 e il 2012.

Secondo l’imputato, proprio la discrepanza temporale tra i presunti abusi e la denuncia è un elemento a favore della sua innocenza. Inoltre, ha dichiarato l’avvocato del 50enne, all’epoca delle violenze con l’uomo e le bambine viveva anche il figlio maggiore, che aveva 14 anni. Il ragazzo ha riferito di non ricordare alcun comportamento strano da parte del genitore nei confronti delle due minorenni.

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