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Crotone, sventata nuova guerra tra cosche della ‘Ndrangheta

La Polizia di Crotone ha proceduto all'arresto di una ventina di appartenenti alla 'Ndrangheta

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Scongiurata, almeno per il momento, una nuova guerra interna alla ‘Ndrangheta. Secondo quanto accertato dalla Polizia, al temine di una inchiesta guidata dalla Direzione Distettuale Antimaia di Catanzaro, le cosche della provincia di Crotone erano ormai pronte a scatenare una nuova faida interna.

Una guerra il cui obiettivo, secondo gli inquirenti, era ridefinire gli equilibri e assicurasi il controllo del territorio.

Arrestati una ventina di individui

L’operazione, nome in codice “Tisifone”, ha assicurato alla giustizia diversi esponenti di spicco delle famiglie appartenenti alla ‘Ndrangheta crotonese. In arresto quindi una ventina di appartenenti alle cosche di Isola Capo Rizzuto, Crotone e Petilia Policastro, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsione, tentata rapina, incendio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni.

Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno accertato la già avvenuta pianificazione di alcuni omicidi. Una circostanza che ha portato la Dda di Catanzaro ad emettere i fermi con decreto d’urgenza.

Evidenziata l’insorgenza di tensioni tra le cosche

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, nel territorio crotonese sarebbero stati in maturazione nuovi equilibri nella gestione delle attività illecite. Una situazione che avrebbe determinato l’insorgenza di frizioni tra le diverse cosche, e la conseguente pianificazione dell’eliminazione della concorrenza sgradita.

Arresti eseguiti dagli uomini della Squadra Mobile di Crotone in coordinamento con il Servizio Centrale Operativo, oltre che con il supporto delle Squadre Mobili di Catanzaro, Taranto e Mantova. Coinvolti anche uomini dei reparti di prevenzione crimine di Cosenza, Vibo Valentia e Siderno.

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