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Milano, Sala sui dormitori ai senzatetto “200 posti liberi”

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Il sindaco di Milano ha invitato i senzatetto a passare la notte nei dormitori: "Non dormite per strada con queste temperature".

A pochi giorni dalla nomina di Milano come città più vivibile d’Italia, il sindaco Giuseppe Sala ha fatto visita all’Opera Cardinal Ferrari, dove da quasi cent’anni si accudiscono le persone in difficoltà. Il suo appello ai senzatetto è di non dormire per strada, ma di farsi ospitare presso queste strutture. “Non dormite per strada con questo freddo: ci sono posti liberi nei dormitori”. Questo il messaggio lanciato dal sindaco Sala, il quale si è raccomandato con i senzatetto presenti a pranzo all’Opera Cardinal Ferrari, mentre visitava il centro per i consueti auguri di Natale. La visita è avvenuta in concomitanza con la tragica notizia della morte di un clochard presso Porta Genova. “Quella di dormire in strada è una libera scelta”, ha aggiunto Sala, “ma le temperature molto rigide lo sconsigliano, e questo è il mio unico invito.”

La cura dei più deboli a Milano

Nel videomessaggio del primo cittadino milanese, Sala ha sottolineato come una città è veramente la più vivibile solo se fa qualcosa per chi è in difficoltà.

“Non c’è nessun record che vale come la cura per quelli più deboli”. Al momento sono circa 2000 i posti letto occupati da senzatetto ospitati da centri di accoglienza e del terzo settore, mentre sarebbero ancora 200 i posti letto liberi. Sala ha quindi invitato quanti ancora non l’abbiano fatto a trovare un riparo, che può anche tradursi in un reinserimento, presso una di queste strutture. Un ultimo è quello delle segnalazioni tramite numero verde: 02-88447646.

Tra ottobre 2017 e ottobre 2018, 2824 sono state le domande d’accoglienza presso il Casc (Centro Aiuto Stazione Centrale), di cui sono 347 le donne (12,29%) e 2.477 gli uomini (87,71%). Gli italiani sono 473 (16,75%). Gli irregolari sono 408 (14,45%).

Solo 55 i minorenni (2%), 1.157 tra 18 e 29 anni (41%), 921 tra 30 e 45 anni (33%), 521 tra 46 e 60 anni (18%), 170 con più di 60 anni (6%).


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