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Etna, nuova frattura in strada: evacuate d’urgenza 10 famiglie

Una frattura nell'asfalto ha determinato lo sgombero delle case sulla strada. In molti dormono in auto davanti alla propria abitazione.

Terremoto Catania
Terremoto Catania

A seguito del terremoto di magnitudo 4.8 e dell’eruzione dell’Etna, dieci famiglie sono state fatte evacuare d’urgenza per la presenza di una faglia nella strada dove si trovano le loro abitazioni. Molti sfollati dormono in auto non riuscendo a staccarsi dagli affetti, rifiutando così il soggiorno pagato in albergo.

L’attività eruttiva dell’Etna, nel frattempo, continua.

10 famiglie evacuate

Dieci famiglie sono state fatte evacuare a seguito di una faglia sulla strada provocata dal terremoto e dall’eruzione dell’Etna. In corrispondenza delle loro abitazioni ad Aci Platani, una frazione di Acireale, si era creata una frattura nell’asfalto che nel corso della giornata di mercoledì si è allargata. Lo sgombero delle abitazioni è stato eseguito con la collaborazione di vigili del fuoco e di carabinieri della compagnia di Acireale.

Il terremoto di magnitudo 4.8 ha avuto l’epicentro a solo 1 km d profondità sul versante del vulcano. L’allarme Etna è ancora attivo, infatti l’eruzione continua con la presenza di attività stromboliana dai crateri sommitali e l’emissione di cenere lavica. Appaiono meno alimentate le colate laviche che restano confinate ad alta quota nelle desertica Valle del Bove. Non si può però la momento escludere una possibile alimentazione, tuttora in corso, del ‘dicco’ che si è intruso.

Molti sfollati dormono in auto

Alle dieci famiglie fatte evacuare si aggiungono i molti sfollati che hanno trascorso la notte in auto, davanti la propria abitazione inagibile. Stanno lì, sfidando il freddo, non riuscendosi a staccare da quel luogo che racchiude tutti i loro ricordi e affetti, ma anche cercando di preservare dall’attività degli sciacalli quanto risparmiato dall’eruzione dell’Etna. Accanto ai numerosi sfollati, c’è chi ha voluto sfidare la sorte dormendo in casa.

Per fortuna, dopo la forte eruzione con conseguente terremoto iniziato alla vigilia di Natale, nella notte tra mercoledì e giovedì l’attività sismica si è calmata. La Regione Siciliana ha stipulato una convenzione con un albergo pagando le stanze a centinaia di sfollati, ma solo poche decine si sono presentate. Questo è sintomo della difficoltà di arrendersi di fronte a ciò che la natura ci riserva, cercando di non allontanarsi, di non abbandonare – finchè si può – la casa dove si è stati felici, dove la famiglia si è riunita e si spera si potrà ritrovare ancora.

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