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Teramo, rubate le targhe delle vittime di Rigopiano

I ladri hanno rubato le targhette dedicate ai morti di Rigopiano. L'associazione Italia Nostra si dice pronta a sporgere denuncia.

Teramo, rubate le targhe delle vittime di Rigopiano

“Sporgeremo denuncia”. Con un misto di amarezza e determinazione, il segretario dell’associazione Italia Nostra, Antonio Mutoschi, ha riferito la notizia dei furti ai giornalisti de Il Centro. Secondo le prime ricostruzioni da parte dei membri di Italia Nostra, gli alberi piantati nei pressi del cimitero di Atri, in provincia di Teramo, per affiggere su di essi una targa in ricordo delle vittime di Rigopiano, sono stati abbattuti dai ladri per rubare le targhette.

L’associazione aveva piantato quelle piante, al solo scopo di rendere omaggio alle vittime della tragedia del 2017.

“Sporgeremo denuncia”

Italia Nostra intende andare a fondo della questione. Mutoschi stesso ha confermato che molto presto l’associazione presenterà una denuncia ai carabinieri. La situazione avrebbe raggiunto livelli paradossali, con i ladri che hanno tirato giù buona parte delle piante per appropriarsi delle targhette. Eppure, non si tratterebbe di un caso isolato.

L’associazione, infatti, avrebbe già segnalato in altre occasioni l’intensificarsi di questi furti: “Lo scorso 22 Dicembre abbiamo scritto al primo cittadino di Atri Piergiorgio Ferretti“, ha riferito a Fanpage, Antonio Mutoschi, che ha aggiunto come la lettera al sindaco avesse lo scopo di “portare all’attenzione il problema che si ripropone spesso, l’ultimo in questi giorni. Qualcuno fuori dal cimitero si diverte a distruggere i fusti degli alberi e ruba targhette intitolate ai morti.

Un atto vergognoso e spregevole che va fermato”.

Procura: 7 persone indagate

Quella dei furti suona come uno schiaffo alle vittime di Rigopiano. La notizia giunge in seguito all’annuncio dell’iscrizione al registro delle notizie di reato di 7 persone da parte della Procura di Pescara. Tra i sospettati, riferisce La Repubblica, ci sarebbero l’ex prefetto Francesco Provolo e i due viceprefetti distaccati Salvatore Angieri e Sergio Mazzia.

Anche gli altri 4 indagati, riporta La Repubblica, ricoprirebbero un ruolo chiave all’interno della stessa Prefettura. Al centro dell’indagine degli inquirenti, ci sarebbe il presunto occultamento della telefonata del cameriere dell’Hotel Rigopiano, Gabriele D’Angelo al centro di coordinamento dei soccorsi, avvenuta il 18 Gennaio 2017 alle 11.38.

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