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Bologna, 30enne dà un morso al tassista per non pagare

Una 30enne di origine marocchina ha morso un tassista per non pagare la corsa e darsi alla fuga. Denunciata per insolvenza fraudolenta.

Bologna, 30enne dà un morso al tassista per non pagare

Non paga, ma lo morde. Scattata la denuncia per una 30enne italiana di origine marocchina. La donna si sarebbe fatta portare in giro per Bologna per tutta la notte da un taxi. Al momento di pagare la corsa, però, avrebbe reagito, mordendo il tassista a un dito, per poi darsi alla fuga.

La centrale di radiotaxi si è rivolta alle autorità, che – riporta La Repubblica – non avrebbero avuto difficoltà a individuarla, perché già nota alla Polizia per precedenti di rapina, danneggiamento e danni contro la persona.

Morso a fine corsa

Morde un dito al tassista e scappa via. Sulla donna 30enne graverebbe l’accusa di insolvenza fraudolenta, percosse e anche appropriazione indebita. Il tassista, infatti, ingannato dalla passeggera, le avrebbe dato 20 euro come resto di una banconota da 50, che però lei non gli ha mai dato.

Secondo quanto riferisce La Repubblica, il tassista sarebbe andato in giro per tutta la notte ad accompagnare la 30enne. Nel corso del tragitto, la donna avrebbe fatto salire a bordo del taxi altri 2 suoi amici, che sarebbero rimasti con lei fino a un certo punto, per poi scendere. All’1.30, il tassista chiede il conto della corsa, ma la donna risponde di non avere soldi. L’uomo avrebbe cercato di trattenerla e lei in tutta risposta gli avrebbe morso un dito.

“Clienti in fuga senza pagare”

“Clienti che non hanno i soldi per saldare il conto, o peggio fuggono“. Nel Febbraio 2014 è stata pubblicata la notizia di un aumento dei clienti “insolventi” dei passaggi in taxi. A raccogliere le testimonianze dei tassisti è stata anche La Stampa, che ha addirittura constatato come il fenomeno dei “furbetti” fosse raddoppiato: “In due anni è raddoppiato il fenomeno“, ha dichiarato l’allora segretario del Coordinamento Sindacale Tassisti Torinesi, Nicola Gasperoni, “Capita almeno due o tre volte a settimana ad ognuno di noi, in particolare ai colleghi del notturno”.

I passeggeri insolventi sembrerebbero delle persone insospettabili, forti del fatto che i tassisti non possano chiedere loro dei documenti. Alcuni di tali clienti hanno cercato di non pagare lanciandosi dalle auto in corsa, oppure sarebbero entrati in casa senza tornare più, con la scusa di dover prendere i soldi per la corsa in appartamento. Alcune passeggere, invece di pagare in contanti, si sarebbero offerte di pagare in natura.

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