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Ascoli, uomo cacciato da un bar perché gay, il barista: “Sono nazista”

Raniero Bertoni è stato cacciato da un bar perché omosessuale, il barista ha urlato mentre cercava di colpirlo "Sono nazista, i gay qui non devono entrare".

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Raniero Bertoni, uomo di 54 anni residente ad Ascoli Piceno, verso l’una di notte decide di concludere la serata nel bar, in piazza Cantalamessa, “delle Caldaie“. Dopo aver terminato la consumazione ed essersi diretto verso la cassa per pagare il calice di vino il gestore del locale in quel momento ha iniziato ad insultarlo a causa del suo orientamento sessuale.

Sono nazista, i gay non devono entrare in questo locale. Anzi, se vuoi denunciarmi ti do il modo di farlo”. A quel punto stando al racconto dell’uomo il barista avrebbe alzato il braccio per colpirlo. Raniero, spaventato dalla minaccia e dal tentativo di aggressione, a quel punto fugge dal locale.

“Credevo che mi avrebbe inseguito”

Spaventato dall’accaduto, Raniero avrebbe chiamato immediatamente le autorità. Stando al racconto dell’uomo il locale in cui era già stato in altre occasioni è spesso frequentato da noti personaggi dell’estrema destra della città ascolana che in altre occasioni avrebbero rivolto all’uomo battute omofobe.

Ha così dichiarato ai microfoni di Fanpage.it: “Credevo che mi avrebbe inseguito e picchiato, invece per fortuna il barista si è fermato alla porta. C’erano altre persone nel bar, non so se qualcuno è intervenuto per bloccarlo ed evitare conseguenze gravi per me. So solo che all’arrivo della volante gli agenti mi hanno invitato a non recarmi in quel locale, per non rischiare guai”.

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Un episodio simile emerge dal racconto di Raniero, circa ad ottobre l’uomo era entrato nel locale con alcuni amici. Qui l’uomo riferisce di esser stato aggredito verbalmente da alcune persone che in quel momento erano nel bar. “Il 13 ottobre si è tenuto il ‘coming out day’ ed io, che mi trovavo nel Bar delle Caldaie, avevo dichiarato di essere gay. Un cliente mi aveva avvicinato e detto ‘qui gli omosessuali non possono entrare‘. Io ero uscito infastidito, avevo segnalato l’episodio alla polizia e scritto un messaggio su Facebook ai gestori del locale, segnalando che mi ero sentito offeso da quella frase. Non avevo ricevuto risposta, ma ugualmente avevo deciso di non rinunciare a frequentare quel bar, proprio per non darla vinta agli omofobi e agli intolleranti”.


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