Morto durante fermo di polizia, Salvini: "Offrire cappuccio e brioche?"
Morto durante fermo polizia, Salvini: “Offrire cappuccio e brioche?”
Cronaca

Morto durante fermo polizia, Salvini: “Offrire cappuccio e brioche?”

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Sul caso è intervenuta anche Ilaria Cucchi, sorella di Stefano: "So già come va a finire". Intanto la Procura indaga per omicidio colposo.

Indossa la giacca della tuta delle Fiamme Oro e la scritta Polizia sul petto mentre esprime il suo totale e pieno sostegno ai poliziotti “che a Empoli, poche ore fa, facendo il loro lavoro, hanno ammanettato un violento, un pregiudicato, che, purtroppo, poi è stato colto da arresto cardiaco” . Da una diretta Facebook la provocazione del vicepremier Matteo Salvini sul caso del giovane cittadino italiano di origine tunisina morto a Empoli durante un fermo di polizia: “Se i poliziotti non possono usare le manette per fermare un violento – ha esordito il ministro, ditemi cosa dovrebbero fare, rispondere con cappuccio e brioches?”. Stando alle prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe morto per un arresto cardiocircolatorio. Il malore, come riporta il Messaggero, avrebbe colto il 31enne mentre si trovava a terra, le manette ai polsi e i piedi bloccati con un cordoncino dagli agenti impegnati a “contenerlo dopo che aveva dato in escandescenze”.

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Ilaria Cucchi: “Sappiamo come andrà a finire”

“Dava in escandescenza? Questi fatti sono tutti uguali e sappiamo già come andrà a finire.

La quarta sezione della Cassazione dirà che non c’è nessun colpevole”, queste le parole di Ilaria Cucchi pubblicate da Adnkronos. Da 10 anni Ilaria si batte per la verità sul caso del fratello Stefano, il geometra romano arrestato per droga il 15 ottobre 2009 e deceduto una settimana dopo nell’ospedale Sandro Pertini di Roma. La morte di Arafet Arfaoui, il 31enne deceduto a Empoli dopo essere stato colto da arresto cardiaco durante un fermo di polizia in un money transfer, ha riacceso il dibattito sulle modalità d’intervento della polizia e del soccorso sanitario. Sulla vicenda è arrivata anche la dichiarazione di Lucia Uva, sorella di Giuseppe, morto nel 2008 in circostanze “misteriose” dopo essere stato condotto in caserma a Varese a seguito di un fermo. “Questo è il metodo delle forze dell’ordine. Con l’appoggio di Salvini, ora, hanno la licenza di uccidere”. La donna ha poi precisato di non “avercela con le forze dell’ordine” ma con chi “abusa della divisa che indossa a scapito dei più deboli” e ha poi aggiunto “siamo in tritacarne”, riferendosi a tutti i parenti delle vittime di casi analoghi.

“Come Magherini”

Il riferimento di Ilaria Cucchi è all’ex calciatore delle giovanili della Fiorentina, morto nel marzo del 2014 dopo l’arresto in una strada del quartiere di San Frediano a Firenze. Caso chiuso con l’assoluzione dei tre carabinieri accusati di omicidio colposo per la morte di Riccardo Magherini: “Ogni caso è diverso, non so se ci sono analogie con la vicenda di mio figlio Riccardo – le parole del padre Guido riportate dal Messaggero -. Però anche nel fatto di Empoli è stato detto che tirava calci, che era in forte agitazione, che non riuscivano a tenerlo. E poi anche questo ragazzo è morto. Sembra una prassi. Si vede che la colpa è sempre di chi muore”. Intanto la procura di Firenze ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, per il momento a carico di ignoti, sulla vicenda.

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