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Milano, giovane consuma eroina in metro

Aveva comprato la dose per sé e la fidanzata nel boschetto di Rogoredo. Cresce l'allarme, la necessità dei controlli e di azioni preventive.

Boschetto della droga, Rogoredo
Boschetto della droga, Rogoredo

Dal boschetto di Rogoredo l’eroina è arrivata in metro. Un giovane, non curante delle decine di passeggeri, si è organizzato per consumare la propria dose. Rimane una priorità smantellare il fortino dei pusher e proporre soluzioni percorribili.

Giovane consuma eroina in metro

Il boschetto di Rogoredo è una piaga della città di Milano, una delle piazze di spaccio più grandi della penisola. Lì, a ridosso della ferrovia, ogni giorno, fanno la loro tappa centinaia di consumatori, attratti dall’offerta di eroina a costi molto bassi. L’allarme droga è altissimo e, nella settimana scorsa, il capoluogo meneghino ha registrato una fotografia della necessità di controlli sull’area per trovare agganci con i consumatori, proponendogli vie d’uscita.

Una coppia è salita sulla linea gialla della metropolitana alla fermata Rogoredo. Poco prima il giovane era stato al boschetto accanto per comprare la propria dose. La fidanzata aveva consumato la sua parte sulla banchina, in attesa dell’arrivo del treno, mentre il giovane aveva aspettato. Salito sul metrò, si è accomodato e – non curante degli altri passeggeri – ha preparato l’occorrente. Stretto nella sua giacca a vento, ha consumato la dose senza porsi problemi.

Le priorità per smantellare il boschetto

Come riporta Il Giorno, casi simili si vedono anche sul passante ferroviario. Per il prefetto Renato Saccone la priorità rimane smantellare il fortino dei pusher. Per questo dall’inizio dell’anno i controlli quotidiani si sono intensificati con lo scopo di mettere sotto pressione gli spacciatori nordafricani. Le vie d’accesso sono state chiuse, un elicottero ha monitorato la situazione dall’alto. Il risultato è stato il boschetto deserto, come mai era successo negli ultimi anni.

Si tratta della strategia del “danno economico” che, se prolungata nel tempo, potrebbe rendere l’area poco appetibile per trafficanti, grossisti e pusher al dettaglio. A fine gennaio verrà messo in atto il piano di prevenzione con pattuglie socio-sanitarie al fine di prestare assistenza e soccorso ai troppi casi di overdose, e proporre poi delle soluzioni percorribili presso comunità di recupero.

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