Salvatore Verdura, ex uomo-scorta di Falcone "Non morì d'infarto"
Salvatore Verdura, ex uomo-scorta di Falcone “Non morì d’infarto”
Cronaca

Salvatore Verdura, ex uomo-scorta di Falcone “Non morì d’infarto”

La famiglia del poliziotto siciliano è convinta che l'uomo, con un passato nella scorta di Giovanni Falcone, sia stato assassinato in Calabria.

Sono le ore 23 del 12 gennaio 2011 quando Salvatore Verdura, in servizio presso il Centro di accoglienza Sant’Anna di Isola di Capo Rizzuto, pronuncia le sue ultime parole al telefono col figlio Gaetano. “C’è troppo chiasso, c’è casino, ci sentiamo dopo” ma dopo quella sera, la sua famiglia non ha più udito la sua voce. Salvatore termina il suo lavoro alle ore 2.08, dato incontestabile poichè riportato nel documento di servizio. Il 13 gennaio 2011 il corpo senza vita del poliziotto siciliano viene rinvenuto alle ore 7.00 da un testimone oculare. Il 49enne viene avvistato all’interno di un’automobile sulla statale 106 jonica: una Citroen Saxo, di proprietà di una donna (amica di Salvatore) originaria di Petilia Policastro (provincia di Crotone), paese noto per l’alta influenza di cosche mafiose.

Salvatore Verdura, immagini Incidente

Il ritrovamento del corpo

Dopo la segnalazione del testimone oculare, alle ore 7:31 interviene il servizio Misericordia che accerta il decesso del Verdura.

Per l’intervento del 118 occorre aspettare le 7.55. Dalle 23 della sera precedente fino al ritrovamento del corpo c’è un vuoto temporale di 8 ore, il nulla, nessuna informazione su cosa sia successo o cosa abbia fatto Salvatore Verdura nei minuti precedenti. Il poliziotto è stato ritrovato con una ferita sul cranio, appena dietro l’orecchio. Il primo interrogativo si pone sulle dinamiche che hanno portato la Misericordia a intervenire prima del 118: è sconosciuto come sia stato possibile, senza le autorizzazioni di un magistrato, prelevare il cadavere dall’auto per caricarlo sul mezzo del servizio civile. “Non presenti lesioni cagionate da altrui violenza […] per una completa definizione del caso occorre procedere a esame autoptico” questa inoltre, la nota del medico presente sul posto. Il mistero si infittisce: a distanza di mesi dalla morte del poliziotto, vengono riconsegnati alla famiglia i dispositivi digitali (pc e cellulare) completamente formattati. Gaetano, figlio del Verdura specifica inoltre che nell’auto in cui è stato ritrovato il padre “non c’erano tracce di sangue” .

L’operazione Jonny smaschera la ‘ndrangheta

Nel 2011 non viene eseguita alcuna autopsia. I dubbi della famiglia crescono: secondo alcune testimonianze giungono voci su una probabile sparatoria messa in atto quella tragica notte al Sant’Anna. Nel 2017, grazie all’operazione denominata Jonny, viene accertato che quel centro di accoglienza sarebbe stato sotto l’influenza della ‘ndrangheta, più precisamente della cosca Arena: coinvolto nella medesima inchiesta anche l’ex Governatore della Misericordia di Isola.

L’autopsia sul corpo di Salvatore Verdura

Il corpo di Salvatore verrà esaminato solo 5 anni dopo al suo ritrovamento, quando la disposizione del pubblico ministero Bono decretò “la riesumazione del cadavere e l’esecuzione dell’esame autoptico”: solo in questa circostanza verrà confermata la pista dell’incidente. Escluse quindi le ipotesi di omicidio, nessuna frattura, scongiurata la pista dell’avvelenamento. Il corpo di Salvatore Verdura era in stato di putrefazione esitata in corificazione: il medico legale constata un’occlusione del 90% del lume coronarico. L’idea che un’autopsia tempestiva avrebbe potuto chiarire al meglio la natura della morte del Verdura prende piede tra le righe della nota scritta dal consulente tecnico “viene riscontrata un’approssimazione dei primi accertamenti medico-legali oltre a una grave carenza nell’esecuzione degli accertamenti sul cadavere”.

Salvatore Verdura censored

Il giallo sugli orari

Luci e ombre in una storia che rivela dettagli sempre più oscuri. La famiglia sostiene di essere stata raggiunta dalla polizia a Scordia (in Sicilia) già alle 7:30 (cioè prima che la morte del poliziotto venisse ufficialmente accertata dal 118 calabrese), per essere informata del decesso. Secondo i militari presenti invece questa versione sarebbe smentita da una prova inconfutabile: la distanza tra la caserma di Catania (sede di partenza dei poliziotti) e l’abitazione della famiglia Verdura è di oltre 40 km, quindi a circa 40 minuti di auto. Secondo questa tesi si afferma quindi che la moglie di Salvatore sarebbe stata informata della morte del marito solo alle ore 10:45 di quel 13 gennaio 2011. Un documento però attesta che l’automezzo disposto dalla reparto mobile di Catania, atto a informare la famiglia Verdura del decesso, ha lasciato la sede alle ore 8 in punto del 13 gennaio 2011.

L’ipotesi della messinscena

Il dubbio che continua a serpeggiare è però il medesimo: e se tutti fossero a conoscenza che il decesso del Verdura sia avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 gennaio? E se l’incidente (accaduto approssimativamente alle ore 7 di quella mattina) fosse stato solo una messinscena? “Forse mio padre aveva visto qualcosa, aveva scoperto cose che non avrebbe potuto rivelare” questa la risposta del figlio Gaetano, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione. Le prove fornite dalla famiglia racconterebbero un’altra tragica verità, una realtà diversa da quella messa nero su bianco dai Pm. Le foto forniteci palesano evidenti tracce di sangue sul cadavere di Salvatore Verdura, in particolare a ridosso della nuca e dell’orecchio. I suoi vestiti poi, secondo la famiglia, sarebbero stati “sostituiti” e le sue scarpe dimostrerebbero evidenti tracce di “trascinamento del corpo“.

Foto indumenti Salvatore Verdura

L’appello della famiglia Verdura

“Mio padre è stato ucciso” ha tuonato il figlio, che ricostruendo quanto avvenuto secondo la sua famiglia racconta questa versione “Mio padre è morto all’interno del Sant’Anna, nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2011. Dopo l’assassinio, il suo corpo è stato trasportato a bordo del mezzo sul quale lo hanno ritrovato senza vita. Il decesso per infarto è stato inscenato, la Misericordia ne è complice. Il 118 è arrivato sul posto troppo tardi, quando ormai era stato già deciso tutto”. Una versione agghiacciante, un giallo sul quale la Procura di Crotone non ha indagato a fondo. Salvatore Verdura ha lasciato una moglie e quattro figli, l’appello della famiglia verrà rivolto ai ministeri di competenza (il dicastero presieduto da Matteo Salvini in primis) anche se il sentimento è quello dell’abbandono da parte dallo Stato, la speranza è che la giustizia possa fare chiarezza e donare dignità alla memoria del poliziotto, servitore del suo paese, uomo della scorta del magistrato Giovanni Falcone.


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Francesco Leone
Francesco Leone 153 Articoli
Francesco Leone, classe '94, cresciuto a pane, pallone e politica. Leccese in terra meneghina, braccia strappate alla cronaca sportiva e donate al reporting nudo e crudo, anche se spesso e volentieri ritorna alle origini. Ha fatto l'autore, il cronista, il reporter e lo stagista per una televisione nazionale, ora scrive e lavora a inchieste e reportage. Veni, vidi, dixi.