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Sea Watch, Procura di Catania: “Fate sbarcare i minorenni”

Pm di Catania chiede lo sbarco immediato dei minorenni a bordo della Sea Watch. Il Ministero valuta la denuncia dell'equipaggio per favoreggiamento

Sea Watch
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La nave Sea Watch 3, che sabato 19 gennaio 2019 ha tratto in salvo 47 persone, è ancora in cerca di un porto sicuro. Nei giorni scorsi la nave, che si trovava nei pressi di Lampedusa, aveva chiesto di sbarcare in Italia anche per l’imminente peggioramento delle condizioni meteorologiche, ma il ministro Salvini è rimasto fermo sulla sua posizione.

“Si scordi di ricominciare la solita manfrina del porto in Italia o del ‘Salvini cattivo’. In Italia no”. E ancora: “Vada a Berlino e faccia il giro lungo passando da Rotterdam, facendoli scendere ad Amburgo”.

La nave Sea Watch è entrata nelle acque territoriali italiane ed è ancorata un miglio a largo delle coste di Siracusa, a nord di Punta Maglisi. Così ha spiegato la Guardia Costiera italiana, aggiungendo che l’ingresso è stato consentito a causa delle cattive condizioni meteo per garantire la sicurezza dei 47 migranti che si trovano a bordo della stessa imbarcazione.

Pm, “Sbarcare i minori”

La Procura per i minorenni di Catania chiede che possano sbarcare i minori non accompagnati “per essere collocati in apposite strutture”. Lo riferisce la procuratrice Caterina Ajello in un documento inviato ai ministri dell’Interno e dei Trasporti, al presidente del Tribunale per i minorenni di Catania e alla Procura generale etnea. Ansa fa sapere che i minori non accompagnati sono 8 sui 13 presenti sulla nave.

Dal ministero replicano che in realtà si tratta di ragazzi di 17 anni e mezzo ed è stato confermato il “no”. La Commissione europea segue il caso: “La sicurezza delle persone a bordo è la prima preoccupazione”, ha commentato un portavoce.

Sono esausti, disperati. Ora vedono terra, sono davanti a Siracusa e non capiscono perché devono restare a bordo senza poter scendere”. Questo il resoconto del medico di bordo sulla Sea Watch, l’imbarcazione della ong che da una settimana ha a bordo 47 migranti soccorsi al largo della Libia.

“Hanno bisogno urgente di protezione”, ha ribadito. “Le condizioni a bordo sono molto complicate”.

Quindi ha spiegato: “Per tre giorni abbiamo affrontato tempeste, vento forte e molta pioggia. Sono rimasti bagnati perché non abbiamo abbastanza spazio all’interno. Sono rimasti all’aperto, al freddo, coperti con tende di fortuna. Abbiamo dovuto tirare fuori dalla nave materiali e attrezzi per far loro spazio. Non hanno posti dove riposare, hanno bisogno di sedersi”. E sulle pessime condizioni a cui devono far fronte ha aggiunto: “Abbiamo bisogno di cibo salutare, noi abbiamo cibo che può servire a tenere in vita le persone per un paio di giorni”. E commenta affranto: “Sono persone reduci da esperienze orribili in Libia, violenze, lunghi periodi di detenzione, maltrattati e schiavizzati. Le famiglie sono state ricattate mandando loro i video delle violenze. Molti di loro ne portano ancora i segni addosso”.

L’Autorità garante per l’infanzia

Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, ha chiesto con urgenza informazioni ufficiali sul numero delle persone di minore età eventualmente a bordo della “Sea Watch 3”. La nota richiama il principio che, per legge, “i minorenni non possono essere respinti e devono essere adeguatamente accolti”. Nella lettera l’Autorità garante precisa che quelle richieste sono informazioni fondamentali perché possano essere messe in atto tempestive ed efficaci misure di accoglienza come stabilito dall’ordinamento giuridico italiano e dagli obblighi internazionali.

“Misure previste sia a favore dei minorenni che arrivano soli nel nostro Paese sia nei confronti dei ragazzi che arrivano accompagnati da un adulto, in quanto, in questi casi, occorre preliminarmente accertare la reale sussistenza di un rapporto di filiazione o di un legittimo affidamento”, ha concluso il Garante per l’Infanzia.

La decisione del Viminale

Il Viminale sta valutando la denuncia dell’equipaggio per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Danilo Toninelli ha ribadito che la nave dovrebbe far rotta verso la Francia. “Non hanno rispettato la legge del mare, avrebbero dovuto attendere la guardia costiera libica (perché il tutto è avvenuto nel mare libico). Siccome se ne sono andati a questo punto direi che, come dice bene il vicepremier Di Maio, si dirigano verso la Francia, verso Marsiglia anche se potrebbe esserci l’alternativa olandese”. Il collega ha infatti commentato: “Sea Watch 3 avrà dal governo italiano supporto medico e sanitario qualora ne avesse necessità, ma la invito ancora a puntare la prua verso Marsiglia”. Quindi ha aggiunto: “Ritengo opportuno convocare immediatamente l’ambasciatore olandese e chiedergli che intenzioni abbia il suo governo”. E ha concluso: “Noi siamo disponibili alla massima collaborazione, ma la nostra linea sulle Ong non cambia”.

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