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Biella, telecamere e allarme sul ponte per prevenire i suicidi

Il progetto della provincia di Biella prevede l'installazione di telecamere sul "ponte della morte". L'obiettivo è contenere il fenomeno dei suicidi.

ponte biella

Il progetto, voluto dalla Provincia di Biella, prevede l’installazione di 16 telecamere sul ponte della tangenziale che porta a Chiavazza. Il viadotto è tristemente noto come “ponte della morte” proprio per l’alto numero di suicidi registrati. I lavori sono iniziati, e prevedono, oltre alla presenza di telecamere, anche la posa di reti metalliche e l’installazione di allarmi perimetrali a raggi infrarossi con sirene che suoneranno nel caso in cui qualcuno tenti di buttarsi.

L’iniziativa ha creato diverse polemiche: secondo molti, infatti, si tratta di un sistema costoso che non porterà ad alcun risultato.

Prevenzione dei suicidi

Le misure previste dal progetto serviranno come deterrente per limitare l’incidenza degli episodi di suicidio. La Provincia di Biella è convinta dell’iniziativa e non intende fare marcia indietro. Il cantiere è pronto ad entrare nel vivo. “Siamo tutti consapevoli che non sarà la soluzione al problema – ha chiarito il vicepresidente della Provincia a La Stampa Biella – ma la politica deve dare delle risposte ai cittadini.

E’ un deterrente, ma può essere utile”.

Polemiche sui costi

Secondo quanto previsto dal progetto, le 16 telecamere saranno collegate direttamente ad una centrale operativa. In caso di emergenza vigilantes o forze dell’ordine sono pronti ad intervenire tempestivamente. Nelle ore notturne è inoltre prevista l’entrata in funzione, in modo automatico, di fasci di luce.

L’operazione prevede un costo complessivo di 40 mila euro. La cifra, secondo alcuni, è eccessiva per un sistema che non porterà ad alcun risultato, e non eviterà alle persone di gettarsi dal ponte.

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