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Napoli, Giuseppe poteva salvarsi: agonia forse durata ore
Cronaca

Napoli, Giuseppe poteva salvarsi: agonia forse durata ore

Giuseppe, ucciso dal compagno della madre
Giuseppe, ucciso dal compagno della madre

Tony Sessoubti Badre ha chiamato alla sorella, che a sua volta ha telefonato alla madre. Pare che i bambini venissero picchiati regolarmente.

Giuseppe è morto nella sua casa di Cardito, nel napoletano, picchiato dal compagno della madre Tony Sessoubti Badre, insieme alla sorella. Il piccolo di 7 anni poteva salvarsi se Tony, invece che chiamare la sorella, avesse chiamato il 118. Pare che anche la madre fosse presente in casa, ma non ha fatto nulla. Il suo assassino e la madre avrebbero infatti provato a medicare le ferite: oggi l’autopsia chiarirà le modalità della morte del bimbo.

Giuseppe poteva salvarsi

Giuseppe, il bambino di 7 anni ucciso dal compagno della madre perchè ha rotto una sponda del letto giocando con la sorella di un anno più grande, poteva salvarsi. Infatti, dopo aver picchiato i due fratelli e resosi conto di ciò che aveva fatto, Tony Sessoubti Badre non ha chiamato subito i soccorsi. Ha preso il telefono e ha composto il numero della sorella per spiegarle la situazione, ma anche la donna – invece che chiamare il 118 – ha telefonato alla madre.

Finalmente la catena si è interrotta e la signora Sessoubti ha chiamato i soccorsi ma, una volta arrivati nella casa di Cardito, per il piccolo non c’era più nulla da fare: tutti i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili. Troppi minuti sono passati dall’inaudita violenza all’arrivo dei sanitari, minuti preziosi per il piccolo Giuseppe che si sarebbero potuti evitare. Come riporta Tgcom 24, pare che anche la madre dei piccoli fosse in casa al momento della tragedia ma non ha fatto nulla, nemmeno quando il figlio ha perso i sensi. Solo interrogata dal pm, Valentina Casa, riferendosi al compagno Tony Sessoubti, avrebbe detto “era indemoniato”.

Racconti discordanti

Nella sua confessione, Tony Sessoubti Badre ha detto che erano una famiglia, anche se il padre dei tre bambini (oltre a Giuseppe c’è Noemi di 8 anni e una sorellina di 4) era un altro. Valentina Casa avrebbe lasciato il padre dei suoi figli proprio perchè si era innamorata di Tony, scegliendo di lasciare la penisola sorrentina e andare a vivere nella provincia di Napoli. Interrogato dalla pm Paola Izzo, Tony ha raccontato il suo amore per Giuseppe. Ma Noemi, anche lei picchiata ma fuori pericolo, racconta una storia diversa. Pare che i bambini venissero picchiati regolarmente e che le litigate tra la madre e il compagno fossero frequenti. Anche le testimoniante dei vicini sono discordanti, c’è chi parla di lividi sui corpi dei bambini e chi considera quella famiglia gente normale e perbene.


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