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Genova, suicidio di Jerry: non aveva permesso di soggiorno

Tragedia alla stazione di Tortona a Genova: un 25enne nigeriano si è suicidato dopo il rifiuto alla sua domanda di ottenere il permesso di soggiorno.

jerry suicidio genova

La tragedia è avvenuta a Genova, nella stazione ferroviaria di Tortona. Un ragazzo nigeriano di 25 anni, Prince Jerry, si è lanciato volontariamente sotto un treno in corsa lunedì 28 gennaio 2019. Il giovane ragazzo era uno studente universitario e frequentava il corso di chimica.

Le ragioni che hanno spinto Jerry al suicidio sono riconducibili al rifiuto alla sua richiesta di permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Da tempo il nigeriano aveva iniziato l’iter per ottenere il permesso di soggiorno in Italia, ma la sua richiesta è stata rifiutata con l’emanazione del Decreto Sicurezza. Infatti, secondo quanto emerge dalla Comunità Migrantes di Coronata, dopo aver appreso la notizia della decisione presa dal Governo, l’uomo era crollato in una forte depressione che l’ha portato al suicidio.

Le parole del monsignor Martino

La notizia del tragico evento è stato comunicata dal responsabile della Migrantes di Genova, il monsignor Giacomo Martino. La notizia è iniziata a circolare sui social network per poi essere approfondita da alcuni quotidiani. Il messaggio del monsignor è stato: “Uno dei nostri ragazzi di Multedo, Prince Jerry, dopo essere stato diniegato prima di Natale e, scoprendo che non avrebbe potuto contare neppure sul permesso umanitario che è stato annullato dal recente Decreto, si è tolto la vita buttandosi sotto un treno.

Ho dovuto provare a fare il riconoscimento di quanto era rimasto di lui“.

I funerali dell’uomo si svolgeranno nella mattinata del 1° febbraio 2019 presso la chiesa dell’Annunziata di Genova.

La dichiarazione della Cgil di Genova

Non solo il monsignor Martino, anche la Cgil di Genova ha voluto commentare la morte di Jerry attraverso un comunicato stampa:

Apprendiamo con sgomento la notizia della tragica morte di un giovane migrante nigeriano che lottava per trovare un futuro migliore.

Rispetto e tristezza sono le emozioni che ci travolgono, ma un pensiero alla responsabilità morale di questa morte è inevitabile. Si tratta della puntuale conseguenza di un decreto sicurezza inumano che ha annullato la possibilità di richiedere e ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Un decreto che la Camera del Lavoro di Genova non smetterà mai di contrastare

Il sindacato ha voluto anche ricordare quanto l’uomo fosse integrato nella società e quanto si stesse impegnando: “nel suo paese era laureto in chimica e stava studiando per farsi riconoscere anche qui il titolo di studio. Profondamente addolorati per questa tragedia, domani, in occasione dell’ultimo saluto, saremo anche noi presenti alle esequie”.

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