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Sea Watch, lo sbarco a Catania: migranti in festa

La Sea Watch 3 è entrata nel porto di Catania. Grande la gioia dei 47 migranti a bordo, che hanno festeggiato abbracciando anche l'equipaggio.

Sea Watch a Catania
Sea Watch a Catania

La nave Sea Watch 3 è entrata nel porto di Catania ed è attraccata al molo di Levante. L’imbarcazione della Ong battente bandiera olandese è stata scortata, nel suo viaggio da Siracusa, da quattro motovedette della Guardia di finanza e della Guardia costiera.

I 47 migranti a bordo hanno festeggiato l’arrivo in un porto sicuro abbracciandosi e hanno coinvolto nei festeggiamenti anche l’equipaggio della nave. “Siamo contenti che il calvario sia finito per i nostri ospiti”, si legge sul profilo Twitter della Sea Watch. “Auguriamo loro il meglio. Speriamo che l’Europa possa accoglierli e permettere loro di vivere come meritano”.

A bordo della nave ci sono 15 minori non accompagnati, tutti di età compresa tra i 14 e i 17 anni. Provengono da Sudan, Senegal e Guinea Bissau. Saranno trasferiti nel centro di accoglienza per minori di Catania. I migranti maggiorenni saranno invece destinati all’hotspot di Messina, in attesa del trasferimento nei Paesi di accoglienza.

Sea Watch, le accuse a Salvini

Dalla parte opposta del molo è stato esposto uno striscione in difesa dei migranti, con la scritta: “Stop the attack on refugees“.

Di questo attacco sarebbe responsabile il ministro Matteo Salvini. È la tesi sostenuta dall’associazione torinese “Lasciateci entrare” e da un gruppo di avvocati appartenenti al “Legal Team Italia“. I firmatari (tra cui compare anche l’europarlamentare Eleonora Forenza) hanno invitato la Procura di Siracusa a presentare un’accusa formale nei confronti del vicepremier. Tra i reati contestabili ci sarebbero attentato alla Costituzione, abuso in atti d’ufficio, tortura, sequestro di persona e violenza privata.

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