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Roma, docente molesta le alunne: niente carcere, multa da 50mila euro

Maurizio Gracceva, docente accusato di molestie, è stato condannato a pagare una multa di 50mila euro: non andrà in carcere.

Roma, docente molesta alunne, niente carcere
Roma, docente molesta alunne, niente carcere

Niente carcere per Maurizio Gracceva, il docente di storia e filosofia al liceo Tasso di Roma, accusato di aver molestato le sue alunne all’interno dell’ambiente scolastico. Il giudice ha accolto la richiesta di patteggiamento dell’imputato. L’uomo dovrà limitarsi a pagare una multa che ammonta a 50mila euro.

Come riportato da Fanpage, la scelta di una condanna amministrativa e non penale è dovuta al fatto che l’uomo è ormai andato in pensione, dunque il tribunale di Roma ha ritenuto che non avrà più modo di replicare gli abusi a danni di altre alunne. Uno degli avvocati dell’imputato, Carmelo Pirrone, ha commentato così la sentenza al Messaggero: “Tutta la vicenda è stata caratterizzata da un ingiustificato clamore mediatico. Finalmente la questione è stata ricondotta dentro il perimetro della semplice contravvenzione“.

Docente accusato di molestie

Gracceva è stato giudicato colpevole di aver sfruttato la propria autorità come docente per mandare numerosi messaggi a sfondo sessuale a diverse ragazze che frequentavano il liceo Tasso. Sono oltre 2600 quelli inviati a una sola alunna. Il professore non ha mai negato le accuse, sottolineando però la natura legale dei suoi rapporti con le minorenni. Il suo avvocato, Alessio Viscardi, ha dichiarato ai microfoni di Fanpage: “C’era reciprocità nei messaggi e non c’è mai stata la richiesta di cessare lo scambio”.

Una ricostruzione dei fatti che è stata però smentita da una ragazza: “Mi ha iniziato a scrivere messaggi e io ho detto dopo una settimana che non ne volevo altri. Quando gli dissi di non cercarmi più, lui si arrabbiò tantissimo e a scuola non mi salutava, mi guardava male”.

La testimonianza di un’alunna

Il professore ha mantenuto il silenzio delle ragazze minacciandole di ritorsioni che avrebbero rovinato la loro carriera scolastica.

“Io ho sempre avuto la media del 9”, ha raccontato un’altra alunna. “Invece non andavo più bene in niente. Diceva: ‘Quanto sei peggiorata’. Ho sostenuto un’interrogazione su Kant lunga due ore mentre lui continuava a farmi perdere il filo. E fuori dalla classe fissava me e il mio ragazzo in modo inquietante. A quel punto l’ho detto al mio migliore amico e il caso è scoppiato. Abbiamo mostrato i messaggi al preside e ho presentato denuncia“.

Il professore “Equivoco lessicale”

Tra i messaggi analizzati degli inquirenti, ci sono parole come: “Ma ti immagini la scena? Sublime. Io che ti chiedo di spogliarti… una epifania, una risurrezione dello spirito in me. Un entrare nell’empatia dello spirito”. Oppure: “Se dovessi avere bisogno di una consulenza sessuale, sono a disposizione. Mi piaci, ti voglio e ti amo”. Gracceva ha liquidato gli SMS come un “equivoco lessicale“.

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