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Genova, 7 marinai marocchini bloccati da mesi nel porto

Sette marinai marocchini sono bloccati da mesi nel porto di Genova a bordo del battello Le Rif, sotto sequestro della magistratura italiana.

Genova, marinai marocchini bloccati da mesi nel porto
Genova, marinai marocchini bloccati da mesi nel porto

Sette marinai di nazionalità marocchina sono bloccati da mesi nel porto di Genova, a bordo dell’imbarcazione Le Rif. La notizia è stata diffusa da The Medi Telegraph, il magazine di informazione sui porti che si affacciano sul Mediterraneo. La stampa marocchina sta seguendo con attenzione la vicenda.

Secondo quanto riportato dal portale, i marinai sarebbero bloccati senza cibo e senza alcun tipo di guadagno. La loro sopravvivenza è interamente legata alla generosità dei cittadini genovesi disposti a dare loro una mano.

Il battello Le Rif

Il Le Rif è un vecchio battello che ha prestato servizio nel Mediterraneo per circa 40 anni, dal 1980. Faceva la spola nel tratto di mare che separa Africa ed Europa, nello stretto di Gibilterra, finché nel novembre 2018 non è stato fermato nel porto genovese e posto sotto sequestro dalla magistratura.

I sette marinai a bordo si sono rifiutati di abbandonare il ferry-boat, per timore di non ricevere non solo gli stipendi futuri ma anche quelli arretrati che non sono ancora stati versati. La compagnia che possiede la nave, la Detroit World Logistic Maritime, ha sede a Tangeri e vanta un capitale di 20 milioni di dirham, corrispondenti a circa 2 milioni di euro. La società è nelle mani di Hakim Rahmouni, uomo di affari attivo nel campo della logistica.

La Rif è l’unico battello della flotta, acquistato a inizio anni Ottanta per 11 milioni di dirham.

Il sequestro

L’imbarcazione è stata fatta attraccare in Italia per un restauro nei cantieri del gruppo Jobson, dopo due tappe a Napoli e La Spezia. I lavori sono iniziati nella primavera del 2018, ma il Le Rif non è mai tornato a solcare i mari. Sui quotidiani marocchini si legge che “i responsabili della società erano tranquilli sulla resa dell’operazione.

Pensavano di trarne profitto a partire dal quarto anno, soprattutto facendo conto sulla forte proporzione dell’autofinanziamento che raggiungeva l’85%, secondo l’armatore”. Il sequestro da parte della magistratura italiana è avvenuto dopo che, a novembre, il battello ha rotto gli ormeggi a causa del maltempo e ha causato danni alle imbarcazioni vicine, per un totale di 3 milioni di euro.

Il tribunale di Genova ha chiesto l’intervento della società. L’avvocato Stefano Staderini, che segue il caso, ha dichiarato che “se nei prossimi giorni la compagnia non darà risposte, ci troveremo di fronte ad uno dei tanti casi di nave fantasma che nel porto di Genova non si vedevano ormai da alcuni anni. In buona sostanza, rischiamo di trovarci di fronte a un equipaggio totalmente abbandonato dall’armatore. Stiamo lavorando perché tutto questo non si verifichi”.

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