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Catania, nuova emissione di cenere dall’Etna: chiuso un settore aereo

Nuove emissioni di cenere dai crateri sommitali dell'Etna. Chiuso un intero settore dello spazio aereo dell'aeroporto di Catania.

Sicilia, l'Etna riprende a emettere cenere: chiuso un settore aereo
L'emissione di cenere dall'Etna

Alle ore 14:30 di giovedì 14 febbraio l’unità di crisi dell’aeroporto siciliano di Catania ha disposto la chiusura di un ampio settore dello spazio aereo dell’isola. A causare una decisione così drastica e impellente è stata la ripresa dell’emissione di cenere dai crateri sommitali dell’Etna, situato una quarantina di chilometri a nord dell’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania-Fontanarossa.

La chiusura del settore aereo consentirà un massimo di quattro atterraggi ogni ora, i decolli non subiranno invece alcuna variazione. La provincia di Catania è in agitazione dalla mattina dello sesso 14 febbraio, quando è stata registrata una scossa di magnitudo 2.7.

Etna, emissioni di cenere dai crateri sommitali

Le ingenti emissioni di cenere hanno preoccupato gli esperti; questi, per evitare incidenti dovuti alla scarsa visibilità, hanno infatti preferito chiudere il settore aereo più vicino al vulcano.

Si prevedono disagi e ritardi per la giornata di giovedì 14 febbraio, o almeno fino a quando l’emissione non terminerà.

Stando al parere degli esperti, come riporta il Giornale di Sicilia, il terremoto e le emissioni di cenere potrebbero preludere a una nuova eruzione. Alle 9:30 di giovedì 14 febbraio, infatti, le stazioni della Rete Sismica dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato un terremoto di magnitudo locale pari a 2.7.

Il sisma era localizzato a 0.4 km Sud Est da Monte Fontane ad una profondità di 6.3 km.

L’emissione di cenere, invece, è stata registrata a partire da circa un’ora dopo la scossa. A partire dalle ore 10.43 dal cratere di Nord Est i venti hanno cominciato a diffondere in direzione Sud Sud-Ovest le ceneri. Il vulcanologo Marco Neri, primo ricercatore dell’Ingv, ha cercato di rassicurare la popolazione: “Ricordiamoci che le previsioni di dispersione delle nubi di cenere, possono concretizzarsi se l’attività dovesse continuare.

Nei giorni scorsi, però, si è trattato di fenomeni durati alcune decine di minuti, al massimo poche ore“. La provincia di Catania rimane tuttavia in allerta, memore delle scosse che nell’ultimo periodo continuano a caratterizzare la zona dell’Etna.

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