Summit sulla pedofilia, Papa Francesco: "Servono misure concrete"
Summit sulla pedofilia, Papa Francesco: “Servono misure concrete”
Cronaca

Summit sulla pedofilia, Papa Francesco: “Servono misure concrete”

sinodo minori

Papa Francesco apre il summit sulla pedofilia e ai vescovi chiede concretezza per "affrontare questo male che affligge la Chiesa e l’umanità".

Al via da giovedì 21 febbraio 2019 nell’aula nuova del Sinodo, in Vaticano, l’incontro su “La protezione dei minori nella Chiesa”, in programma fino al 24 febbraio. Al termine di questo appuntamento i vescovi torneranno poi nelle proprie diocesi per continuare il lavoro e stilare le “procedure” atte ad evitare casi di pedofilia e a bloccare tempestivamente eventuali sacerdoti accusati di atteggiamenti sospetti.

Il monito di Papa Francesco

Dinanzi alla “piaga degli abusi sessuali perpetrati da uomini di Chiesa a danno dei minori” iniziamo “il nostro percorso armati della fede e dello spirito di massima parresia, di coraggio e concretezza”, ha esordito all’apertura dei lavori Papa Francesco.

“Grava sul nostro incontro il peso della responsabilità pastorale ed ecclesiale che ci obbliga a discutere insieme, in maniera sinodale, sincera e approfondita su come affrontare questo male che affligge la Chiesa e l’umanità. Il santo Popolo di Dio ci guarda e attende da noi non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre.

Ci vuole concretezza” sottolinea quindi Bergoglio, davanti a patriarchi, cardinali, arcivescovi, vescovi e superiori religiosi provenienti da 190 Paesi del mondo.

“Chiedo allo Spirito Santo di sostenerci in questi giorni e di aiutarci a trasformare questo male in un’opportunità di consapevolezza e di purificazione. – esorta quindi il Pontefice – La Vergine Maria ci illumini per cercare di curare le gravi ferite che lo scandalo della pedofilia ha causato sia nei piccoli sia nei credenti”.

Le vittime in associazioni

In queste giornate di incontro verranno ascoltate anche le vittime di abusi da parte dei prelati della Chiesa cattolica. “È la prima volta che la Chiesa ci riceve come rappresentanti di associazioni di vittime di tutto il mondo e non solo singoli, e questa apertura al dialogo è già notevole, vedremo come va a finire” evidenzia Francesco Zanardi, violentato quando aveva 11 anni, come racconta il corriere.it. Da adulto, nel 2010, ha fondato “Rete l’Abuso”.

La speranza per loro è di poter parlare direttamente con Bergoglio. “Il Papa sta facendo quello che può, i vescovi lo seguano, ora o mai più” è l’esortazione invece di Juan Carlos Cruz, portavoce di “Ending clergy abuse”.

© Riproduzione riservata

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche