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Corruzione e falso ideologico: arrestato l’imprenditore Ezio Bigotti

Domiciliari per il presidente del gruppo STI e per un ex tecnico petrolifero dell'Eni. Provvedimenti legati all'inchiesta sul "sistema Siracusa".

Arrestato l'imprenditore Ezio Bigotti
Guardia di Finanza

L’imprenditore piemontese Ezio Bigotti, presidente del gruppo STI, è finito agli arresti domiciliari. Al pari di Massimo Gaboardi, ex tecnico petrolifero dell’Eni. Lo riferisce l’Ansa.

Le accuse

A eseguire i provvedimenti, emessi dal gip del tribunale di Messina Maria Militello, sono stati i finanzieri del Comando Provinciale di Messina nelle prime ore di venerdì 22 febbraio.

Il gruppo STI si era aggiudicato numerose commesse della Centrale acquisti del Tesoro (Consip): per il suo numero 1 Ezio Bigotti (e per Gaboardi) l’accusa è di corruzione in atti giudiziari e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. Le Fiamme Gialle stanno perquisendo le abitazioni e gli uffici degli indagati a Milano, Torino e Roma.

Il “sistema Siracusa”

I provvedimenti in questione rappresentano un ulteriore passo nell’inchiesta portata avanti dalla procura di Messina guidata da Maurizio de Lucia riguardante il cosiddetto “sistema Siracusa”.

Nel febbraio dello scorso anno 13 persone vennero arrestate con l’accusa di aver messo in piedi un “comitato d’affari” in grado di pilotare indagini e procedimenti giudiziari (anche al Consiglio di Stato). Tra questi, ricorda La Repubblica, l’indagine sulle tangenti Eni a Milano. Nell’inchiesta di dodici mesi fa erano stati coinvolti l’ex pm di Siracusa Giancarlo Longo e gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore.

I due legali hanno iniziato ormai da diversi mesi a collaborare con i magistrati contribuendo a nuovi e importanti sviluppi nel lavoro degli inquirenti.

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