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Melegnano dice NO al razzismo: 1500 in corteo per Bakary

Ha avuto luogo sabato 23 febbraio a Melegnano un corteo antirazzista in difesa di Bakary, colpito da insulti sulle mura della sua casa in settimana.

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Nel pomeriggio di sabato 23, ha avuto luogo per le strade di Melegnano un corteo antirazzista in supporto di Bakary: il giovane attaccato con scritte razziste fuori dalla sua abitazione in settimana. A sostenere la causa del ragazzo 1500 persone, tra cui tanti cittadini, soprattutto giovani, i familiari e gli amici.

In testa alla manifestazione i sindaci che vi hanno aderito, su tutti il primo cittadino di Melegnano Rodolfo Bertoli, l’assessore alle politiche sociali milanese Pierfrancesco Majorino e i due deputati dem Emanuele Fiano e Simona Malpezzi. Il padre di Bakary, Paolo Pozzi, ha poi commentato: «Le scritte sono solo la spia di quanto sta accadendo nel Paese – ha detto – e al di là del dato di cronaca vorrei si andasse un po’ di più ad approfondire cosa sta dietro al malessere che porta persone a scrivere cose di questo tipo e a commettere atti probabilmente anche molto peggiori».

“Siamo stanchi. Torniamo alla normalità”

«Qui non ci sono né simboli di partito né bandiere – spiega il sindaco Rodolfo Bertoli – ma solo quelli della gente e delle associazioni che non si vogliono far trascinare nella polemica politica. Ho voluto questa manifestazione per condannare queste scritte infami e far sapere a tutti che la comunità di Melegnano non ci sta». Il corteo, partito da piazza XXV Aprile davanti alla stazione, si è concluso 40 minuti dopo davanti al castello Mediceo dove su un piccolo palco allestito per l’occasione si sono susseguite brevi orazioni, culminate con quella di Paolo Pozzi.

Presente anche Angela Bedoni, la madre adottiva di Bakary, che però ha preferito tenersi nel corteo e non prendere parola.

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